La carica dei super topi Cresciuti a forza di panini

S e aprite un libro di zoologia e date un'occhiata alla distribuzione di topi e ratti nel mondo, vi accorgerete che esistono pochissimi lembi di terra in cui non siano presenti. Originari della Cina e della Mongolia, questi roditori hanno colonizzato tutto il mondo, aggregandosi all'uomo e viaggiando con lui sulle navi. I porti sono stati le loro mete e le loro alcove. La loro straordinaria capacità di adattarsi a qualunque ambiente, ne ha fatto un esercito contro cui l'uomo combatte fin dai tempi antichi con ogni mezzo, cercando di arginare le devastazioni bibliche al patrimonio agricolo e la trasmissione di malattie epidemiche leggendarie, come la peste.
Ancora oggi derrate alimentari per un valore incalcolabile vengono, ogni anno, divorate da roditori che s'introducono nei magazzini, nei silos e nelle case. Manufatti in legno, carta e cuoio, tessuti, tubi metallici, cavi di piombo, isolamenti elettrici e materiale da costruzione, sono alla mercé degli aguzzi denti di ratti e topi, costretti a rodere a causa della crescita continua degli incisivi. Il panorama dei roditori è quasi infinito e va dai 4 grammi del topolino delle risaie ai 50 chili del capibara, prendendo le forme inquietanti del ratto norvegico (la «pantegana») e quelle graziose del castoro o dello scoiattolo. Ma è proprio il ratto norvegico a tenere ben desta l'attenzione degli studiosi (e dei cittadini che hanno la ventura d'incontrarlo). In Gran Bretagna, i quotidiani si stanno occupando tanto del calcio e del tempo, quanto della cattura di alcuni esemplari giganti. La fotografia di quello catturato alla periferia di Liverpool è su tutta la stampa britannica. Misura circa 80 centimetri dalla testa alla fine della coda e pesa quanto un gatto di medie dimensioni. In Gran Bretagna, le chiamate a causa di questi ratti giganti, sono salite del 15% nell'ultimo anno. I motivi del loro incremento e le cause di queste dimensioni spropositate sono ancora allo studio, ma sulla minacciosa diffusione di questi animali le responsabilità sono in gran parte dell'uomo, che non ha alcun riguardo nel gettare il cibo «fuori della porta» e non negli appositi contenitori ermetici. Dato che l'alimentazione dei ratti è originariamente onnivora con una predilezione verso i prodotti a base di carne e formaggio, il cosiddetto junk food (cibo spazzatura) è il primo accusato della loro riproduzione esponenziale. I «paninazzi» a strati di formaggi molli, macinato di carne e salse varie, sono il tormento e l'estasi di intere giovani generazioni, ma rappresentano una leccornia salutare per i roditori che non devono preoccuparsi del diabete e del colesterolo. Anzi, non devono preoccuparsi ormai neanche delle esche topicide, perché questa nuova variante di ratto gigantesco sta diventando resistente anche ai veleni di ultima generazione. Il governo inglese si appresta a chiedere, in sede europea, l'approvazione di nuove esche velenose di terza generazione, contenenti vere e proprie bombe venefiche, mentre consiglia di tenere i Jack Russell Terrier, gli impavidi cani da tana che non temono ratto esistente.
Prima a Liverpool, poi a Birmingham e ora a Londra, la sera scatta il coprifuoco per i gatti, che si ritirano nei solai più alti o sui divani davanti alle Tv e si addormentano sognando che quanto hanno visto in strada sia un cartoon del vecchio Walt. Poi viene l'alba, e il temuto risveglio della realtà.

Commenti