Dal Cdm via libera al bonus Irpef

In "10 tweet" il governo dà il via libera al decreto che introduce il bonus Irpef, anche se non per tutti: "La voce degli incapienti e partite Iva sarà inserita in provvedimenti nelle prossime settimane e mesi". Salgono le tasse sulle rendite finanziarie

Dal Cdm via libera al bonus Irpef

Con quasi due ore di ritardo, ma l'#oraics è arrivata e il Cdm ha licenziato il dl sugli sgravi Irpef che porterà in molte buste paga 80 euro al mese in più nel 2014. "Sono felice, abbiamo smentito i gufi", ha esordito in conferenza stampa Matteo Renzi, "Si restituiscono soldi agli italiani ma anche fiducia nella politica e speranza che le cose possano cambiare".

Stavolta il premier non si è servito delle slide, preferendo "10 tweet" (GUARDA) per rendere per spiegare le misure adottate dal decreto. I "mitici" 80 euro in più in busta paga sono "una misura che non è una tantum, ma strutturale come è strutturale il processo del taglio della spesa", ha aggiunto.

Eccoli quindi i dieci punti del provvedimento, tutti - ovviamente - carattezzati da un hashtag. Si parte da #byebyeautoblu: "Massimo 5 vetture a Ministero, le forze di sicurezza tornano in strada".

Operazione trasparenza, definita #opendata: "Tutte le spese degli enti locali e anche di quelli centrali online entro 60 giorni. La previsione di legge già c’era ma non era sanzionata. Ora se il singolo comune non mi dà tutti i dati, noi riduciamo i trasferimenti".

Introdotta poi la #normaolivetti: da oggi ci sarà un "tetto di 240mila euro" per gli stipendi dei megadirigenti della pubblica amministrazione.

Quindi i famigerati 80 euro al mese per 10 mln di persone (in questo caso l'hashtag è solo #oraics). "Diamo ottanta euro al mese a sei milioni e mezzo di persone. A due milioni e ottocentomila ne diamo tra i sessanta e gli ottanta", ha precisato questa mattina Renzi in un'intervista a La Stampa. "Abbiamo scelto anche modificando l’impostazione delle ultime ore di mantenere l’impostazione del 12 marzo, ha prevalso l’obbligo di mantenere l’impegno di dare 80 euro a 10 milioni di persone. La voce degli incapienti e partite Iva sarà inserita in provvedimenti nelle prossime settimane e mesi", ha poi aggiunto in serata.

Capitolo coperture, con una spending review che parte dagli #F35: "La difesa contribuisce per 400 milioni di euro, di cui 150 con lo spostamento del programma F35", ha spiegato Renzi. Per quanto riguarda gli #immobili pubblici, poi, Renzi promette meno spreco di spazio negli uffici pubblici. Saranno inoltre sfoltite e semplificate le #municipalizzate, che passeranno da 8mila a mille aziende partecipate".

Via il 10% dell'Irap per le aziende con quella che qualcuno a Palazzo Chigi ha soprannominato #diesirap. Le imprese godranno pagamenti più rapidi dalla pubblica amministrazione: #ognipromessaèdebito, afferma Renzi, "Basta attese".

Se al 20%, dal 12% finora previsto, però, l’aliquota dell’imposta sulle quote rivalutate di #bankitalia, mentre viene fissata al 26% l’aliquota sulle rendite finanziarie, esclusi i titoli di Stato.

Nel decreto, inoltre, si autorizza la Rai a vendere Rai Way e a riorganizzare le sedi regionali. "Certo, è chiamata a concorrere al risanamento con 150 milioni di euro", ha detto il premier, che ha sottolineato come siano state abolite le tariffe postali agevolate per la campagna elettorale dei partiti per i candidati e che i ministeri "concorrono con 200 milioni di euro in più rispetto a tagli già fatti".

Renzi ha colto l'occasione anche per ribattere alle critiche dell'Anm: "Non credo che il taglio di 70 mila euro a un alto magistrato sia un attentato alla libertà e all’indipendenza della magistratura. Non sono convinto dalla posizione espressa dall’Anm, rispetto il principio di separazione dei poteri, io non commento le sentenze e mi aspetto che i giudici non commentino il processo di formazioni delle leggi che li riguardano. Commentino semmai le riforme vere e non le indiscrezion".

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