"Maschilista". La denuncia della Camusso imbarazza la Cgil

"Anche il mio sindacato è maschilista", dice l'ex segretaria Cgil. E critica la Meloni: "Tiene le altre donne incollate al pavimento". Ma i progressisti non erano un passo avanti nella lotta alle discriminazioni?

"Maschilista". La denuncia della Camusso imbarazza la Cgil

"Anche il mio sindacato al suo interno è maschilista". La denuncia di Susanna Camusso è di quelle che lasciano straniti. Perché l'attuale senatrice Pd se ne esce solo ora, dopo essere stata per quasi nove anni ai vertici della Cgil. Prima donna, peraltro, a ricoprire quel ruolo. Ma come: la sinistra non era un passo avanti nella lotta alle discriminazioni di genere? Stando a quanto lamentato dall'esponente dem, non è così. Con buona pace delle femministe dure e pure che da sempre si identificano con l'area progressista, attribuendo a essa una sorta di primato su certe questioni.

"Cgil maschilista", la denuncia di Susanna Camusso

"La Cgil è maschilista come lo è qualsiasi luogo collettivo di massa, dove puoi cercare di usare alcuni anticorpi, ma rimane comunque uno specchio della società", ha affermato la Camusso al Circolo dei Lettori di Torino, come riporta la Stampa, riferendosi a tante occasioni "in cui la tua parola vale meno di quella di un uomo". L'ex segretaria Cgil peraltro è stata piuttosto precisa nella sua denuncia. "Ho visto con i miei occhi delegati che chiedevano che a rappresentarli fosse un uomo e non una donna", ha raccontato Susanna, che già nei mesi scorsi aveva sentenziato: "Anche la sinistra è maschilista, ma le donne di destra accettano il patriarcato".

Il premier donna e il femminismo

Intanto a palazzo Chigi arrivava il primo premier donna della storia repubblicana, alla guida di un governo di centrodestra. A volte la storia riesce a essere beffarda e a smentire certe ricostruzioni di parte. "Io ho avuto la fortuna di costruire il mio percorso nei grandi anni del femminismo, dove c'era una forte mobilitazione collettiva che ha permesso di portare avanti molte istanze internamente, grazie anche al coordinamento delle delegate che ha ottenuto grandi risultati. Senza quel lavoro non ci sarebbe mai stata una segretaria generale della Cgil", ha spiegato Susanna Camusso a Torino. L'attuale senatrice dem restò alla guida del sindacato dal novembre 2010 al gennaio 2019: cosa fece in quel periodo per scardinare il maschilismo da lei stessa rintracciato nella più grande sigla sindacale del Paese?

Gli imbarazzi a sinistra

La domanda se l'è posta pure Valeria Fedeli, ex vicepresidente del Senato e, per oltre dieci anni, segretaria generale dei tessili. "Dopo otto anni di direzione della Cgil, mi aspetto di sapere da lei quali battaglie ha ingaggiato, con chi, dove le ha vinte e dove le ha perse", ha commentato l'ex ministro, ricordando gli anni delle mobilitazioni proprio accanto alla Camusso. "Abbiamo portato avanti un lavoro collettivo e, con scontri e dibattiti accesi, abbiamo ottenuto dei risultati". Intanto l'attuale segretaria nazionale Cgil, Tania Scacchetti, ha osservato: "Io ho avuto possibilità di crescere. È evidente, però, che non viviamo in una bolla. Ci si sta interrogando su come migliorare".

L'assurda critica alla Meloni

Il paradosso è che, mentre a sinistra si arrovellano in certi ragionamenti, al governo c'è un premier di centrodestra che sta esprimendo una leadership italiana al femminile nel mondo. Ma non sia mai che da sinistra arrivi un plauso. "La leadership femminile si definisce anche in base a quello che porta a termine. Con Meloni abbiamo una donna che ha sfondato il tetto di cristallo, ma ora tiene incollate le altre donne al pavimento.

È uno dei rischi... Sta passando il messaggio che se una donna ce l'ha fatta allora la colpa è di tutte quelle che non ci sono riuscite", ha commentato Susanna Camusso. Certo, se non son le donne a valorizzarsi tra loro...

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