«Chi difese Maciel non sia Papa»

Gli strascichi del caso del Legionario di Cristo. Il veto di un porporato Usa riguarderebbe anche Sodano: «Al vaglio la vita dei candidati per evitar sorprese». Ancora niente data del voto

Ennesima fumata nera per l'inizio del conclave. I cardinali, al quarto giorno di congregazioni generali, non hanno ancora deciso quando chiudersi nella Sistina per eleggere il nuovo Papa. Ieri pomeriggio ha giurato anche l'ultimo dei 115 porporati elettori, il vietnamita Jean-Baptiste Pham Minh Man, e quindi è possibile decidere di anticipare il conclave rispetto ai 15 giorni canonici dall'inizio della sede vacante, sempre che lo voglia la maggioranza dei presenti. La decisione potrebbe arrivare oggi. «Si avvicina la fissazione della data del conclave», scrive su Twitter il cardinale Roger Mahony che aggiunge: «L'entusiasmo prevale tra i cardinali».

Padre Lombardi ha sottolineato la prudenza del decano, il cardinale Angelo Sodano; spetta a lui decidere come e quando porre la questione della data. Ma probabilmente i tempi si allungano anche a causa del «vetting» di cui ha parlato il cardinale Francis George, arcivescovo di Chicago nella sua intervista, l'ultima prima del black out, al quotidiano della sua città. Nel lessico politico americano il «vetting» è la verifica del passato dei candidati a una certa carica. Una pratica che, per evitare spiacevoli sorprese, richiede l'esame approfondito dei curricula. E per George chi ha appoggiato il fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel, accusato di abusi sessuali su minorenni, «non può diventare Papa». Il religioso non ha fatto nomi ma li ha fatti il quotidiano di Chicago: fra chi ha coperto Maciel ci sono Sodano e l'argentino Leonardo Sandri: «Dobbiamo considerare chi è stato coinvolto nella vicenda»

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