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Ciclabile Bacula irregolare, pronto l'esposto: "Non è a norma"

Contestate la larghezza delle carreggiate, le norme di sicurezza e la cartellonistica

Ciclabile Bacula irregolare, pronto l'esposto: "Non è a norma"
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Distanze da verificare, difetti di sicurezza, cartellonistica incompleta. Sono alcune delle ragioni alla base di un esposto che verrà presentato nei prossimi giorni dalla Lega in Prefettura e al Miinistero delle infrastrutture contro la ciclabile sul cavalcavia Bacula, da giorni al centro di polemiche e proteste. «Non è una semplice pista ciclabile: è l'ennesimo esempio di intervento ideologico, dannoso per la città e, alla luce delle criticità tecniche emerse, anche palesemente illegale- spiega Samuele Piscina, Consigliere comunale di Milano e Segretario Provinciale della Lega- «Parliamo di una strada classificata come urbana di scorrimento, dove il Codice della Strada impone corsie larghe almeno 3,25 metri. Con l'inserimento della ciclabile, le corsie si riducono a circa 2,85 metri, ben al di sotto dei limiti di legge . Questo dato da solo basterebbe a dimostrare che quell'opera, così com'è, non si poteva realizzare».

Ma non è tutto. Secondo i rilievi tecnici portati a sostegno dalla Lega le norme prevedono che su strade di questo tipo le piste ciclabili siano realizzate in sede propria e con caratteristiche ben precise.

Qui invece si mettono in dubbio l'efficacia dei cordoli e, con pendenze che arrivano fino al 10% , la progettazione che solleva seri interrogativi sulla sicurezza di conformità.

«La riduzione delle carreggiate e la presenza del cordolo impediranno ai veicoli di spostarsi per agevolare il passaggio di ambulanze e mezzi di soccorso, con rischi gravissimi per la sicurezza- continua Piscina- Inoltre, la chiusura di direttrici fondamentali come via Delfico costringerà residenti e lavoratori a percorsi più lunghi, aumentando traffico e inquinamento. Gravissime anche le irregolarità nella segnaletica: cartelli non conformi, coperti o in cattivo stato, indicazioni contraddittorie e persino violazione degli obblighi di manutenzione previsti dal Codice della Strada».

«Per queste ragioni depositeremo un esposto alla Prefettura e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché vengano verificate tutte le irregolarità riscontrate e accertate eventuali responsabilità- conclude Piscina-. Il Comune intervenga immediatamente per ripristinare la legalità, mettere in sicurezza il tratto e rivedere completamente un progetto che sta già causando disagi enormi ai milanesi»

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