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Il club degli ultrà che ribalta i fatti sul caso Modena. "Colpa della Lega"

Lerner: "L’errore è sfruttare gli stranieri". Galimberti accusa tutti: "Italiani razzisti"

Il club degli ultrà che ribalta i fatti sul caso Modena. "Colpa della Lega"
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Come prevedibile, l'investimento di Modena accende il dibattito politico, a destra come a sinistra, ma anche quello mediatico e intellettuale. E, mentre gli investigatori continuano le indagini ed emergono alcune e-mail in cui Salim El Koudri se la prendeva con i cristiani, c'è chi attacca il governo e soprattutto la Lega, puntando i riflettori soltanto sui problemi psichiatrici di cui soffriva l'assalitore protagonista dei fatti di sabato. A focalizzarsi sul «malgoverno», che sarebbe alla base del gesto del trentunenne di origini marocchine è Gad Lerner. «Ora che si è definitivamente chiarito che il crimine commesso da un cittadino italiano di origine marocchina a Modena non ha una matrice né terroristica né islamica. Ora che su quella via del centro modenese si è visto all'opera un coraggioso senso civico che prescinde dall'etnia... Ora è il momento di ricordare che i mali dell'Italia non dipendono dall'eccessiva presenza di stranieri bensì dal malgoverno di chi li sfrutta e li disprezza», è la convinzione dell'opinionista, espressa in un post sui social. Poi l'altra stilettata contro l'esecutivo e la maggioranza, pur senza nominare Giorgia Meloni o altri esponenti di governo. «Quanto alla guerra che peggiora le nostre vite, l'hanno scatenata gli uomini forti della cui amicizia fino a ieri chi ci governa menava gran vanto», scrive ancora Lerner.

Mentre Christian Raimo, scrittore, docente, aspirante eurodeputato Avs però trombato, fa una lunga dissertazione, in cui trova spazio esclusivamente un'accusa al «sistema», che è chiamato a occuparsi di salute mentale. «Salim El Koudri - cresciuto a 15 chilometri da Modena, residente nel territorio servito da quel Dipartimento - è scivolato fuori dal sistema nel 2024, silenziosamente, senza che nessuno andasse a cercarlo», è la riflessione, preceduta dalla constatazione che «proprio a Modena esiste dal 2010 MàT, la Settimana della Salute Mentale: il più grande festival italiano dedicato a questo tema, cento eventi ogni ottobre, gratuiti e aperti a tutti, ideato da Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ausl modenese, una delle figure più autorevoli della psichiatria italiana». «Se anche Modena, con tutto quello che ha costruito, non riesce a tenere dentro il sistema un uomo come Salim El Koudri, cosa dobbiamo aspettarci dal resto d'Italia? Salim El Koudri era in quel sistema. Poi non lo era più», è il j'accuse.

Mentre, a ribaltare tutto contro un generico «razzismo» anti-migranti che animerebbe un po' tutti gli italiani, è il filosofo Umberto Galimberti, ospite a In Onda, su La7. «Noi italiani siamo razzisti», è la convinzione dello studioso. Che motiva la sua teoria parlando di una sorta di complesso di inferiorità degli italiani nei confronti degli immigrati. «Sono assolutamente convinto che lo siamo, perché abbiamo la sensazione che gli immigrati siano biologicamente e psicologicamente più forti di noi», è la tesi. Poi un dato: «Se prendiamo cento neri che partono dalla Nigeria, attraversano il deserto e ci mettono dieci anni, ne arrivano dieci. Arrivano in Libia, due anni di lavori forzati, vivono ammassati in galere, dopo due anni prendono una barca, e o la va o la spacca». «Ce l'abbiamo noi questa forza biologica e psicologica? Secondo me no», è la domanda. E la risposta di Galimberti.

Invece Massimo Giannini, nel suo podcast sul sito di La Repubblica, dopo aver lodato l'eroismo di Luca Signorelli, attacca le proposte della Lega sulla revoca della cittadinanza e

del permesso di soggiorno per chi delinque e parla di «semina dell'odio leghista». A insistere sul problema degli «psicopatici in giro» è l'apertura del Fatto Quotidiano di ieri. Colpa del governo, che «taglia le terapie».

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