Mentre Giuseppe Conte incontra l'uomo di Donald Trump in Italia - e i suoi attaccano gli Stati Uniti -, l'ombra di Beppe Grillo torna ad aleggiare sui pentastellati.
È di questi giorni infatti la notizia che l'ex comico sarebbe pronto a intentare una guerra per riprendersi il simbolo. Ma oggi il fondatore del Movimento 5 Stelle entra a gamba tesa anche nella questione dei rapporti con gli Usa. E lo fa, al solito, con una provocazione lanciata dal suo blog.
L'occasione gliela dà il caro carburante e la notizia che l'ultimo carico di cherosene arriverà in Europa il 9 aprile. "Chi ha dei costi in più per il carburante mandi la fattura all' Ambasciata Americana per il rimborso, essendo gli Usa responsabili dell'aumento", scrive Grillo, aggiungendo un post scriptum: "In Nuova Zelanda hanno cominciato a farlo". Poi allega una "fattura proforma" compilata da "Beppe Grillo e famiglia" con oggetto: "Rimborso per incremento del costo del carburante conseguente all'escalation bellica in Iran".
La lettera, destinata all'ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia, recita: "Si richiede il rimborso del maggior esborso sostenuto da Beppe Grillo e famiglia per l'acquisto di carburante, a seguito dell'aumento dei prezzi energetici determinato dall'escalation militare in Iran e dalle conseguenti tensioni internazionali sui mercati". In coda una "voce di addebito": "Maggior costo del carburante subito da Beppe Grilloi e Famiglia euro 1.000,00"
Nulla di inaspettato
da Beppe Grillo che in passato ci ha abituati a provocazioni ben peggiori. Ma è singolare che l'attacco agli Usa di Trump arrivi proprio quando Conte è nella bufera per i suoi legami con il presidente Usa.