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Contrordine compagni: Askatasuna non è più "bene comune", retromarcia del sindaco Lo Russo

Alla fine anche il sindaco Lo Russo, che in passato aveva sostenuto il percorso di “legalizzazione” di Askatasuna, ha dovuto fare un passo indietro

Contrordine compagni: Askatasuna non è più "bene comune", retromarcia del sindaco Lo Russo
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Alla fine anche il sindaco Lo Russo, che in passato aveva sostenuto il percorso di “legalizzazione” di Askatasuna, ha dovuto fare un passo indietro. L’ex centro sociale non è più riconosciuto come bene comune: troppe le regole non rispettate. Con una delibera approvata ieri, il Comune di Torino ha preso atto della decadenza del patto di collaborazione, avvenuta il 18 dicembre con lo sgombero e la chiusura dell’edificio di corso Regina Margherita 47.

L’atto, firmato dalla vicesindaca Michela Favaro, sottolinea che i principi di accessibilità, gestione condivisa e partecipazione, fondamentali per i beni comuni, non sono più rispettati. La delibera sancisce quindi la fine dello status di bene comune e rinvia a future decisioni della Giunta la nuova destinazione dell’immobile, che dovrà avere una funzione di interesse pubblico

Soddisfatto il centrodestra, ecco i primi commenti: "Come Lega rivendichiamo la fermezza con cui ci siamo opposti, fin dal giorno 1, alla prosecuzione di una collaborazione che probabilmente era sono nei sogni, o peggio nei desiderata, del sindaco Lo Russo e del centrosinistra. A questo punto la manifestazione indetta per il 31 gennaio è assolutamente inutile e pretestuosa e vuole essere soltanto un motivo per alimentare tensioni e scontri a Torino, in quanto l'esperienza Askatasuna è ormai definitivamente tramontata". Così in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte.

"Finalmente la giunta Lo Russo si accorge che Askatasuna non può rientrare nell’idea di bene comune. La cancellazione del centro sociale dall’elenco dei beni comuni è un ravvedimento tardivo, arrivato al termine di un lungo disastro politico e giuridico. Per troppo tempo abbiamo assistito all’indegno spettacolo di un’amministrazione cittadina che cercava di dare una veste legale a chi, per decenni, ha lanciato pietre e bulloni contro le nostre Forze dell’Ordine, tentando di costruire una zona franca agli ambienti antagonisti. Questo, mentre il centrodestra chiedeva legalità e rispetto per i cittadini. L’azione determinata del nostro governo ha messo il sindaco Lo Russo di fronte alle proprie responsabilità: l’illegalità non può essere 'condivisa', va soltanto contrastata. Ora l’immobile va bonificato e messo in sicurezza, per essere restituito ai cittadini e trasformato in un presidio di servizi e legalità.

La ricreazione per chi vive fuori dalle leggi è finita". Lo dichiarano il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, il senatore Roberto Rosso, vicesegretario di Forza Italia in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.

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