Insulti, slogan d'odio, istituzioni occupate. Tra piazza e Palazzo, Milano ha vissuto ieri un'eloquente anteprima di un 25 aprile di tensione. Il tema? Neanche a dirlo: Gaza. Il pretesto? Il boicottaggio di Israele, o meglio la rottura del gemellaggio Milano-Tel Aviv, voluto negli anni del sindaco-partigiano Aldo Aniasi e ora contestata dai pro Pal; un mondo che va dai centri sociali alle componenti oltranziste della sinistra che sostiene il sindaco Beppe Sala, finito nel mirino per la sua decisione di «non spegnere quella fiammella» come ha spiegato ieri riferito all'amicizia con la città più progressista (e pacifista) di Israele. E Sala è stato bersagliato dal sit-in convocato in piazza Duomo dalla sinistra oltranzista. «Boicottiamo Sala» ha urlato al megafono lo storico leader Fiom Giorgio Creamschi, mentre gli altri oratori hanno inneggiato ai «compagni» detenuti: Mohammed Hannoun e gli altri, accusati di finanziare Hamas.
Nel frattempo, una seduta consiliare agitatissima è stata sospesa dopo l'«occupazione» dei due consiglieri Verdi e le contestazioni dei pro Pal tra il pubblico (nella foto). Con questo clima, al corteo di sabato non parteciperà la Comunità ebraica, mentre la Brigata ebraica lo farà con dei cappi al collo per ricordare le vittime della repressione del regime islamista iraniano.