
Oggi al Lido di Venezia si terrà la manifestazione indetta da diversi centri sociali del Nordest, con l’adesione del circolo Anpi “7 Martiri”. Un corteo che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole riportare l’attenzione internazionale sulla questione palestinese proprio nei giorni della Mostra del Cinema.
In un Paese democratico, ciascun cittadino è libero di esprimere le proprie idee e di manifestare pacificamente, purché lo faccia nel rispetto delle leggi e nel perimetro della legalità stabilito dagli organi preposti. È questo il principio che garantisce la libertà di tutti, manifestanti e cittadini.
Sono certo che le Forze dell’Ordine e la Prefettura, coordinate dal Viminale, sapranno gestire la sicurezza di questa giornata come già dimostrato in tante altre circostanze, anche più delicate e complesse. L’Italia può vantare un sistema di tutela dell’ordine pubblico che, nonostante le difficoltà, ha sempre mantenuto una disciplina di sicurezza invidiabile.
La preoccupazione, tuttavia, non nasce dal corteo in sé, ma dalla presenza di possibili frange violente legate ad alcuni centri sociali, che in occasioni simili hanno spesso adottato atteggiamenti aggressivi e vandalici. Episodi che finiscono per colpire non solo il decoro urbano, ma anche esercenti, commercianti e lavoratori che nulla hanno a che vedere con la protesta e che hanno diritto di svolgere le proprie attività in sicurezza.
È proprio per questo che la manifestazione di oggi rappresenta un banco di prova importante: sarà necessario distinguere chi vuole esprimere un pensiero legittimo e pacifico da chi, invece, approfitta di questi momenti per provocare disordini e creare danni alla collettività. Per questi ultimi non può esserci spazio: dovranno essere individuati, denunciati e fermati.
La libertà di manifestare è un diritto sacro, ma non può e non deve mai trasformarsi in abuso, né in minaccia
alla sicurezza degli altri cittadini. Oggi Venezia, le sue istituzioni e le sue forze di sicurezza avranno ancora una volta l’occasione per dimostrare che la democrazia vive nella libertà, ma anche nel rispetto delle regole.