Così il welfare ha perso la via: 37% delle risorse a famiglie ricche

La spesa per i servizi sociali in Italia vale 67 miliardi di euro. Ma il 37 per cento di questi soldi finisce nelle tasche delle famiglie più ricche. Un paradosso evidenziato dall'Irs, l'Istituto per la ricerca sociale di Milano, che assieme al Capp, il Centro di analisi per le politiche pubbliche, ha eseguito un monitoraggio dei vari tipi di spesa di Regioni, Comuni, detrazioni fiscali e erogazioni dell'Inps. Scoprendo che hanno una scarsa efficacia redistributiva, perché il grosso finisce appunto «a quella parte della popolazione che può vantare redditi più alti», hanno spiegato gli esperti nel corso del convegno «Costruiamo il welfare di domani». La spesa assistenzialistica italiana «abbatte la povertà solo del 19,7 per cento - ha osservato il direttore scientifico di Irs, Emanuele Ranci Ortigosa - mentre in Europa ha un'incidenza di oltre il 35 per cento, giungendo in alcuni casi fino al 50». Serve una revisione razionale del sistema. La proposta dell'Irs - secondo i promotori a costo zero perché si tratterebbe solo di distribuire diversamente i 17,8 milioni oggi destinati a detrazioni e assegni familiari - prevede tra le varie misure l'introduzione di un assegno per i minori e di uno per le famiglie con figli non minori a carico, e un sostegno agli over 65 non autosufficienti. Intanto da martedì le tariffe di luce e gas saranno un po' meno care, (-0,8 per cento e -3 per cento). Lo ha annunciato l'Autorità per l'energia: il risparmio sarà di 41 euro, di cui 37 per il gas e 4 per l'energia elettrica. La diminuzione del prezzo del gas è effetto della riforma avviata nel 2011 per trasferire ai consumatori i vantaggi dell'azzeramento dello spread tra il prezzo all'ingrosso italiano e quello dei principali hub europei.