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Crolla l'affluenza in Lombardia, alle 23 hanno votato 4 su dieci

Uno scarto di sette punti rispetto alla precedente tornata. Si vota fino alle 15, poi lo spoglio: occhi su Lecco e Mantova

Crolla l'affluenza in Lombardia, alle 23 hanno votato 4 su dieci
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Avanti piano. La corsa al voto nei 93 Comuni della Lombardia è partita al ralenty, ieri il primo dato alle ore 12 dava l'affluenza intorno al 14,78%, quasi due punti in meno rispetto alla tornata precedente ma partecipazione in linea con il resto del Paese (14,74% i primo dato nazionale). Alle ore 23 la distanza è cresciuta ancora: 41,30% contro il 49,01%. E la media italiana alla stessa ora è del 34,5%. A Corsico e Bollate solo il 35%.

C'è tempo per recarsi ai seggi ancora oggi dalle 7 alle 15, subito dopo inizierà lo spoglio, con occhi puntati sui 14 big match nei Comuni con oltre 15mila abitanti e, su tutti, i due capoluoghi di provincia Lecco e Mantova fino ad oggi baluardi Pd. Anche qui l'affluenza è in calo. Ieri a mezzogiorno aveva votato il 15,76% degli elettori contro il 17,50% delle precedenti Comunali e a Lecco il 16,35% (contro il 17,23%), una distanza più contenuta. Alle ore 19 l'affluenza a Mantova si ferma al 31,56% contro il 38,62 (7 punti in meno) e a Lecco al 36,5% contro il 41,3 (quasi 5 punti in meno).

A Mantova si vedrà se il centrodestra, con il manager Raffaele Zancuoghi, riuscirà a sfrattare il Pd o almeno a conquistare il secondo round, per giocarsela al ballottaggio tra due settimane. Per il centrosinistra corre Andrea Murari, assessore e delfino del sindaco uscente Mattia Palazzi, a fine corsa dopo due mandati. Il Movimento 5 Stelle balla da solo: ha schierato Mirko Granato. A Lecco cerca il bis il sindaco Mauro Gattinoni, sostenuto da Pd, Avs, Casa Riformista (non pervenuti i 5 Stelle) mentre il centrodestra punta su Filippo Boscagli, già capogruppo di FdI e nipote di Giulio, scomparso il 15 gennaio 2024, ex assessore regionale ai tempi di Roberto Formigoni (nonchè cognato) ma anche sindaco di Lecco dal 1986 al 1993. A insidiare i voti leghisti ci sono Francesca Losi del Partito Popolare del Nord, fondato dall'ex ministro Roberto Castelli, e Giovanni Colombo sostenuto da Patto per il Nord.

A rischio ballottaggio il 7 e 8 giugno ci sono altri cinque Comuni finora a trazione Pd - Somma Lombarda in provincia di Varese e Bollate, Corsico, Legnano e Segrate, tutti in provincia di Milano - e sette città guidate dal centrodestra: Lonate del Garda e Rovato in provincia di Brescia, Viadana nel mantovano, Mortara, Vigevano e Voghera in provincia di Pavia e Parabiago nel Milanese. E tra i risultati curiosi ci sarà Vigevano, dove il centrodestra è diviso - Lega, FdI e Nm con l'assessore leghista Riccardo Ghia e Fi con Paolo Previde Massara - mentre Rossella Buratti è candidata dal «campo largo» (Pd, M5S, Avs, Casa Riformista), tra i candidati c'è Furio Suvilla, supportato da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, e corre Massimo Lovati, ex legale di Sempio.

E qui Salvini ha «rinnegato» due esponenti della Comunità islamica messi in lista dai dirigenti locali. In vista del voto per il dopo Sala il centrodestra spera di blindare Parabiago e strappare, se non 4 su 4, almeno qualche Comuni a guida Pd nella provincia. Accerchiare e poi «colpire» a Milano nel 2027.

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