Crimi su Facebook: "Il Cav è incontinente"

Scontro in giunta tra il Pdl e il presidente Stefano dopo il post del grillino. I legali del Cav: "Giunta non imparziale, non partecipare era un obbligo"

Crimi su Facebook: "Il Cav è incontinente"

La seduta della giunta per le immunità del Senato che voterà la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi si è aperta con il ricordo della strage di Lampedusa. A prendere la parola e ad esprimere "il cordoglio di tutta la giunta" - con tutti i suoi componenti in piedi - è stato il presidente Dario Stefano (Sel). Ma subito dopo si è acceso lo scontro. Ad aprire i lavori il presidente Stefano che è anche relatore, dopo che la relazione di Andrea Augello, senatore Pdl, è stata bocciata. All’inizio dei lavori subito una frizione. Il Pdl ha chiesto che sia posta una questione pregiudiziale. Ma Stefano ha spiegato che "non c’è questa possibilità in seduta pubblica e non posso dare la parola". La senatrice azzurra Elisabetta Alberti Casellati ha chiesto di poter intervenire, il presidente della giunta le ha ricordato "che ora non è possibile, potrà farlo quanto vuole in camera di consiglio".

Dopo il dibattito e dopo aver ascoltato le memorie difensive i membri della giunta si ritireranno in camera di consiglio, in una sala attigua alla Koch, per prendere una decisione. I tempi sono contingentati: al massimo 48 ore. Molti senatori dem hanno assicurato che comunque si voterà "entro stasera". "La decisione finale si forma in camera di Consiglio, cioè tra qualche ora, questa mattina c’è ancora una parte ulteriormente istruttoria e sentiremo la parte soccombente e l’eventuale subentrante. Dovemmo essere più aperti alle ragioni degli altri, entrare in camera di Consiglio e confrontarci tra di noi per una decisione finale perché la sentenza di Milano è chiara, l’interdizione dei pubblici uffici anche, ma manca il quantum quindi tutta la discussione che è stata fatta intorno alla Legge Severino e che si vuole applicare a tutti i costi è superflua e non utile", ha detto Enrico Buemi di Psi membro della Giunta per elezioni del Senato nello speciale TgLa7. I banchi della difesa del leader Pdl, mentre si vota la sua decadenza nella Giunta delle elezioni del Senato, sono vuoti. Gli avvocati di Silvio Berlusconi Franco Coppi, Piero Longo e Niccolò Ghedini hanno dichiarato: "Il diritto a un giudizio imparziale è evidente fondamento di ogni procedimento in un sistema democratico. Molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del Presidente Berlusconi. Non vi è dunque possibilità alcuna di difesa né vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione. Nessuna acquiescenza né legittimazione può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Il non partecipare era dunque non più una scelta, ma un obbligo".

Presente invece l’avvocato di Ulisse Di Giacomo, primo dei non eletti Pdl in Molise, che subentrerebbe al Cavaliere in caso di decadenza. Nella Giunta ha preso la parola l’avvocato Salvatore Di Pardo, legale di Ulisse Di Giacomo, il primo dei non eletti del Molise: "Se Berlusconi fosse stato sottoposto alla decisione di un giudice terzo e imparziale non sarebbe più senatore, la sentenza è granitica, il Consiglio di Stato ha già chiarito tutto: la legge Severino si applica anche nel suo caso. Non vedo perché debba ricevere un trattamento diverso rispetto ad altri cittadini". La Giunta adesso è riunita in camera di consiglio per decidere. La seduta pubblica è durata poco più di un’ora.

La tensione resta alta. Il capogruppo Pdl Renato Schifani ha chiesto l'immediata sospensione dei lavori della giunta. Motivo? "L’attacco di Vito Crimi a Silvio Berlusconi via Facebook mentre è in corso la riunione della giunta del Senato che deve decidere della decadenza del Cavaliere inficia la decisione della giunta", ha affermato Schifani. Che, in una nota, ha stigmatizzato il comportamento dell’ex capogruppo M5S che un paio d’ore fa ha postato su Facebook un breve messaggio in cui prende di mira un poster con la scritta "Silvio non mollare", producendosi in considerazioni piuttosto grevi sulla salute fisica dell’anziano leader del Pdl. Considerazioni sulla "prostata" e sui "peti". "Denunciamo al presidente Grasso un fatto gravissimo: mentre la Giunta delle Elezioni è in camera di consiglio, l’esponente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, sta esprimendo su Facebook giudizi volgari e offensivi contro il presidente Berlusconi, violando il regolamento del Senato. Un comportamento intollerabile che conferma la bontà della nostra richiesta di ricusazione di alcuni membri della Giunta ed inficia gravemente la legittimità dei lavori del collegio". Adriano Nitto, stretto collaboratore di Crimi, prova a scagionare il senatore M5S: "Chi scrive ora, è il collaboratore di Crimi", si legge in un nuovo post in cui sottolina che quello contro Berlusconi è stato inserito dallo stesso Crimi alle 10,04, prima cioè dell'inizio dei lavori in giunta, mentre i post successivi sono stati pubblicati dal collaboratore.

"Il presidente Grasso ritiene del tutto inqualificabile e gravemente offensivo quanto scritto dal senatore Vito Crimi nei confronti del senatore Berlusconi durante la fase pubblica della seduta della Giunta. Anche tale comportamento verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato", scrive il portavoce del presidente del Senato, Alessio Pasquini, in una nota di risposta alla richiesta da parte del Pdl di sospendere i lavori della Giunta. Intanto il Cavaliere ha convocato a Palazzo Grazioli il segretario del partito Angelino Alfano e i capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta, per valutare il futuro del partito e la possibilità di trovare una mediazione per evitare spaccature interne al Pdl.

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