Def, Forza italia: "Dal governo Renzi soltanto chiacchiere"

Brunetta: "Servono i numeri". Critiche anche da Fassina: "Non c'è svolta sulla crescita"

Def, Forza italia: "Dal governo Renzi soltanto chiacchiere"

Il Def e le relative coperture presentate oggi dal governo non convincono Forza Italia. "Di fronte ai dubbi avanzati da tutta la stampa in questi giorni sul cosiddetto taglio del cuneo fiscale, le risposte sono state deludenti. Non c’è nulla di scritto, nessun impegno preciso", ha attaccato Renato Brunetta, "Renzi ha sostituito come al solito le chiacchiere ai numeri, comprando un’altra settimana, in attesa del decreto annunciato per il 18 aprile e lasciando gli italiani nella più cupa incertezza".

"I discorsi non bastano: le regole contabili sono precise, e a queste il presidente del Consiglio deve attenersi", ha continuato il capogruppo Fi alla Camera, "Se nel Def il governo prevede una crescita del +0,8%, Renzi deve dirci come la fa, e se la fa grazie alla manovra Irpef deve spiegarci come sarà la manovra. Perché se si tradurrà, come è emerso dalla conferenza stampa, in una mera redistribuzione del reddito, fatta di tagli di tasse ad alcuni (redditi più bassi) e aumenti di tasse ad altri (le banche, che a loro volta si rivarranno sui clienti, quindi sul costo del credito), l’effetto macroeconomico è nullo. Altro che +0,8%. Ecco, su questo ci aspettavamo oggi risposte, che non sono venute".

"Da parte nostra ci sarà una spinta e una richiesta di maggiore ambizione, per più tagli di spesa e più tagli di tasse", ha aggiunto il presidente della commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone, "Il governo da questo punto di vista, ha due strade. La prima sarebbe quella di dare attuazione, come noi chiediamo, alla delega fiscale della cui stesura e approvazione siamo stati protagonisti diretti e promotori decisivi. La seconda strada, purtroppo seguita finora dal Governo Renzi, è invece quella sbagliata: aumento delle tasse sul risparmio, dopo la sciagurata conferma (e aggravamento) della tassa sulla casa".

Critiche arrivano anche dal Partito democratico. "Il Def approvato oggi è rituale e continuista: il governo rinuncia a attuare una manovra anti-ciclica per sostenere l’economia", dice Stefano Fassina, "Date le emergenze economiche e sociali sarebbe stato necessario utilizzare almeno lo spazio di deficit disponibile sotto al 3%, sia quest’anno sia nei due anni successivi, per finanziare investimenti produttivi e generare domanda per le nostre imprese e occupazione e ridurre il debito pubblico. Al contrario, il Def e il Decreto Lavoro continuano la linea dell’austerità cieca e della svalutazione del lavoro con ulteriori pesanti tagli in arrivo il prossimo anno, anche alla spesa sociale. Grave e autolesionistica in particolare la parte sulle privatizzazioni. Il risultato anche questa volta sarà lo stesso raggiunto dai governi precedenti: meno Pil, meno occupati e più debito pubblico. Il positivo intervento sull’Irpef accompagnato a tagli di spesa e maggiori imposte non aiuterà la domanda interna e la ripresa. Senza una radicale inversione di rotta nella politica economica qui e a Bruxelles il circolo vizioso in atto in Italia e nell’euro-zona diventa sempre più soffocante".

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