Diaria, querelle infinita E Grillo avverte: chi non rinuncia è fuori

Roma«Sono positiva, ottimista». Il corridoio accanto all'auletta dove sono riuniti i grillini in assemblea è diventato l'angolo del commercialista. La questione della diaria nei giorni scorsi ha spaccato il M5S e ora spacca i cervelli. Nella riunione fiume di ieri non s'è parlato d'altro che di accantonamenti e scontrini. E, anche fuori dall'aula, di baby sitter da rendicontare e di stress da ricevute da conservare. Roberta Lombardi, la capogruppo dei deputati, mostra un ottimismo di ferro: «Voteremo tutti per restituire la diaria non utilizzata». E dice che lei i pranzi se li paga da sola, e anche la donna delle pulizie, che ora l'aiuta a casa. Chi voterà diversamente, «si metterà fuori da solo». Chi dovesse «gonfiare» gli scontrini sarà smascherato dal web, perché tutte le spese dovranno essere mostrate. Anche se si sta pensando di esporle «per macroaree», spiega Lombardi. Nel senso che il cibo sarà cibo, e grazie a Dio le diete, i gusti e le scorpacciate personali non saranno esposte al pubblico nel dettaglio. Contemporaneamente Grillo conferma la vittoria della linea dura: «Verrà restituita. Si terranno 2.700 euro circa, netti, e il resto verrà restituito. Quello che avanzerà finirà in un conto e deciderà l'assemblea. Chi vorrà trattenerla, e sono uno o due, deciderà da solo».
Duemila e settecento euro, dunque, e non duemila e cinquecento come dice il regolamento. Una soluzione trovata sarebbe infatti che i grillini potranno accantonare una piccola parte della metà d'indennità a cui rinunciano. Un piccolo utile ai fini previdenziali, dato che i grillini, con la storia della mezza indennità, ci rimetteranno parecchio con il fisco. All'assemblea ha partecipato in effetti un commercialista.
Ma il problema grosso è la diaria, che crea nervosismo. Una deputata, Vincenza Labriola, si sfoga nel corridoio dell'auletta: «Questa sarà una gogna mediatica. Non troveremo nessuna soluzione oggi. Si creerà una black list e una white list. Ma il movimento non era questo, è difesa dei diritti, difesa dell'acqua pubblica». Lei non lo nega: vuole trattenere la diaria completamente. Passa un grillino romano, Stefano Vignaroli. Avrebbe da lavorare, entra di malavoglia. Lui non prende taxi, «giro sempre con la moto mia, che l'altro giorno mi ha lasciato a piedi». Anche quando deve prendere il treno da parlamentare «vado a Tiburtina con la moto e lì la lascio». Sbuffa: «Quanto durerà l'assemblea? Mi so' portato cena e colazione». Da un sondaggio interno tra deputati e senatori risulta che in cinque vogliono trattenere l'intera diaria da 3.500 euro. Ma ben 64 hanno proposto più o meno lo stesso: trattenerla e poi, a discrezione di ognuno, devolvere qualcosa in beneficenza.
Passerà molta acqua sotto i ponti fino al 24 maggio, il d-day di Beppe Grillo. Il comico, che sul suo blog ha scritto: «I soldi dei finanziamenti ai parlamentari non sono gestiti da Beppe Grillo e non sono usati per finanziare il blog. Chi lo afferma sarà querelato», chiude nella capitale il suo «mandiamoli a casa tour». È partito ieri da Avellino il suo ennesimo vagabondaggio in camper. Ma questa volta non c'è l'entusiasmo dello Tsunami tour. L'onda questa volta travolge il Movimento. Rendiconti e scontrini hanno appannato i temi forti.

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