Educazione civica sì, ma non a senso unico. Il dibattito sul referendum sulla giustizia previsto all’istituto De Sanctis-Deledda di Cagliari deve cambiare registro. Oppure salterà del tutto. Per indicazione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, l’iniziativa, prevista per il prossimo 31 gennaio, potrà svolgersi solo se verrà garantito un reale contraddittorio: accanto al relatore schierato per il No dovrà esserci anche un rappresentante del Sì. In caso contrario, l’incontro non si farà.
Il caso era esploso perché, secondo la circolare interna dell'istituto, l’unico relatore invitato era il dottor Andrea Vacca, magistrato e massimo rappresentante dell'Anm in Sardegna, noto per le sue posizioni critiche nei confronti della riforma della giustizia. Ha aderito allo sciopero convocato nel febbraio del 2024 contro la riforma Nordio. L'impostazione dell'iniziativa, a cui dovrebbero partecipare una decina di classi, ha sollevato immediatamente critiche politiche.
Il partito guidato dalla premier aveva presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Valditara. "Sarebbe stato più utile un bel confronto sulla riforma costituzionale", aveva premesso Salvatore "Sasso" Deidda. Per Fdi, l'incontro rischiava di trasformarsi in un "monologo". "Per questo - aggiungeva il parlamentare di Fdi - ho presentato una interrogazione rivolta al governo e al ministro Valditara". E anche la Camera Penale di Cagliari aveva espresso ferma contrarietà.
Il ministro, prima ancora dell'esito dell'interrogazione, è arrivato, subito, con una linea netta: niente “lezioni ex cathedra” sul referendum nelle scuole. La regola fissata ora è chiara: o l’istituto riuscirà a coinvolgere anche un relatore favorevole al Sì, oppure l’appuntamento verrà annullato. La funzione educativa della scuola viene così tutelata. Del resto esiste già una circolare ministeriale che prevede la par condicio in relazione al referendum della Giustizia e a qualsiasi altro tema politicamente sensibile.
A Cagliari le polemiche a tema Giustizia non sono una novità.
Il Comitato del No, qualche settimana fa, aveva presentato la sua campagna presso il Tribunale cittadino. L'ordine degli avvocati aveva chiesto la revoca dell'autorizzazione. Il Tribunale, in fin dei conti, è un luogo di tutti. Un po' come le scuole.