“Ognuno di noi se fosse nato in un campo di concentramento e da 50 anni fosse lì e non avesse nessuna prospettiva di poter dare ai propri figli un avvenire sarebbe un terrorista”. Questa la frase, diventata virale, che Giulio Andreotti pronunciò in Senato il 18 luglio 2006.
Un frase totalmente decontestualizzata perché, come presente l’ex ministro Carlo Giovanardi, “da nessuna parte si trova, se non nel verbale del Senato e nel video della Seduta, quello che Andreotti disse di seguito in quello stesso intervento. “Ma guai a non ritenere che bisogna isolare il problema, in questo momento, dei rifugiati palestinesi, che potrebbe essere e, concludo, andando ad attingere proprio alla storia del movimento sionista”, aggiunse il noto politico democristiano.
“Il suo fondatore Herzl pensò di creare lo Stato in Uganda, probabilmente erano gli inglesi che suggerivano di non pensare alla Palestina e - spiegò all’epoca Andreotti - sono stati poi gli Inglesi nel 1948 che hanno invece accelerato perché non potevano più reggere la situazione della Palestina, hanno creato lo Stato di Israele come è oggi”. E ancora: “Le Nazioni Unite, ne abbiamo parlato l' altro giorno quando è venuto il Segretario Generale Kofi Annan in Commissione suggerendo di studiarlo: è possibile ipotizzare per questa collettività di rifugiati palestinesi che sono nel Libano un insediamento in qualche parte del mondo che crei per loro una vita nuova, non so se sia possibile però davanti alla inesistenza di altre soluzioni io credo che questa debba essere almeno studiata”.
Secondo Giovanardi, “questo era il pensiero completo di Giulio Andreotti, non una battuta tra amici al bar ma una proposta avanzata formalmente in sede parlamentare”.
L’ex ministro, poi, conclude: “Non sto dicendo naturalmente di essere d' accordo con tale proposta ma voglio denunciare la sistematica falsificazione di cui sono vittime nel nostro Paese, non so se per malizia o per pura ignoranza, le opinioni anche se espresse e verbalizzate nelle più alte sedi istituzionali”.