A Erba, profondo nord Qui un elettore su tre vota ancora Forza Italia

A Erba, profondo nord Qui un elettore su tre vota ancora Forza Italia

Erba L’Erba del vicino è sempre la più verde. Troppo facile, troppo scontato, certo. Però quando ci vuole ci vuole. Soprattutto se il vecchio adagio è utile per inquadrare il problema o, meglio, per incorniciare l’oasi felice nella quale un Pdl un po’ in affanno può ritrovare un respiro regolare e anche ottimi spunti per ripartire di slancio. L’Erba del vicino, ovvero l’erba raccolta da una pragmatica, schietta sindachessa pidiellina nella tornata elettorale di Erba, è davvero più verde di quella di Como e Cantù, giusto per citare i vicini di casa, ma anche di molti, troppi luoghi di un’Italia che crede molto meno nei politici e nella politica. I fatti sono che Erba andrà al ballottaggio e che a sfidarsi saranno il sindaco uscente Marcella Tili in Spampatti, alla guida di una coalizione formata da Pdl, Udc, «Noi di Erba» e «Il buonsenso a Erba», che ha ottenuto il 46,5 per cento e Michele Spagnuolo (Pd, Idv, La Sinistra e «Erba civica») che ha raggiunto il 32,99 per cento delle preferenze. Mentre la Lega che alle precedenti elezioni aveva corso sotto la bandiera della Tili questa volta ha fatto cilecca. Ballottaggio, dunque, ma con appropriata lente d’ingrandimento, certo establishment del Pdl dovrebbe valutare con attenzione il risultato che Marcella Tili ha portato a casa: un ottimo 34,03 per cento. Assediata dalle telefonate (a proposito, corre l’obbligo di sottolineare che quando mettono in attesa le telefonate al municipio di Erba ascolti, vivaddio, l’inno di Mameli e non solita musichetta idiota a insopportabile), la dottoressa Tili, sfodera uno dei suoi sorrisi migliori e stempera la soddisfazione con una battuta: «È una giornata di lavoro normale per me, solo una giornata di lavoro normale. O, meglio, se devo dire la verità oggi me la sono presa un po’ più comoda, perché sono arrivata in municipio alle 9 e non alle 8.30 come al solito. Ci resterò come al solito fino alle 14 e poi indosserò il camice bianco della farmacista fino alle 19.30». E se qualcuno entra in farmacia e, anziché un consiglio per un rimedio all’eritema, le chiede qualcosa sul piano regolatore? Capita e capita spesso, e io rispondo sempre a tutti, anzi le confesso una cosa: nel retro ho ricavato anche un ufficetto perché il sindaco resta il sindaco. Per tutti e con tutti. Sempre. E un sindaco che vuol fare qualcosa per la città trova sempre qualcosa da fare».
Parole sante verrebbe da dire alla sindachessa dall’aria schietta e dai toni pacati. Parole che sono il segreto che, sì, forse il bilancino e le ampolline del farmacista potrebbero aiutare, ogni politico dovrebbe mettere nella propria pozione di credibilità. «Ho avuto la fortuna nei cinque anni del mio primo mandato di lavorare con una squadra coesa, che ha condiviso con me obbiettivi e proposte. Non è solo una questione di facce alle elezioni amministrative, la faccia in politica bisognerebbe mettercela sempre anche se si sta a Roma». Messaggio neanche tanto subliminale per il suo partito di riferimento? «Vede, io ho cominciato con un sacco di entusiasmo fin dai primi vagiti di Forza Italia e continuo con la stessa passione, quindi non mi sembra giusto inventarci il partito dei non partiti. Mi sembra invece giusto, anzi, indispensabile mettere da parte i personalismi esasperati. È la via più rapida per allontanarsi dalla realtà. Io conosco nel mio partito, come negli altri partiti, persone di grandi valori. Ma spesso queste persone, e il problema è trasversale, non vengono valorizzate. Ed è un errore perché la gente ha bisogno di trovare credibilità negli interlocutori della politica a qualsiasi livello. A Erba la politica ha dato molto ma non ha chiesto nulla e la gente io credo, anzi sono convinta che si sia accorta stando ai voti che sono arrivati, di come noi siamo stati realmente vicini in questi anni. Al mio partito chiederei una maggiore selezione delle persone di chi vengono arruolate per partecipare alla vita politica. Noi nel nostro piccolo facciamo la nostra parte. Siamo sempre presenti e il lunedì e il giovedì siamo in Comune tutti per tutto il giorno. Chi lavora con me mi dà simpaticamente della negriera ma noi lavorando così tutti insieme e con gli stessi obiettivi riusciamo persino a divertirci, glielo assicuro». Avviso agli elettori di Erba in vista del ballottaggio: forse è meglio tenersela questa simpatica «negriera».

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