
''Penso sarebbe utile fissare al più presto primarie di coalizione per individuare chi sfiderà la leader del centrodestra alle Politiche''. L'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, fondatore dell'associazione 'Più uno', intervistato da 'La Stampa', lancia la sfida per la guida del centrosinistra anche se non lo dice apertamente e precisa che "non è questione di nomi ma di contenuti".
Ruffini attacca la segretaria del Pd Elly Schlein: "La conosco da molti anni, dal 2009, e la considero una politica. Ma penso che l'opposizione non riesca a offrire una visione di Paese". Secondo l'ex capo dell'Agenzia delle Entrate, "l'opposizione deve trovare il coraggio di elaborare una visione. Sono convinto: non basta pensare di vincere. Bisogna poi sapere come governare''. La sinistra non può "cadere nella polarizzazione" altrimenti si imbocca la strada del populismo e questo "fa vincere la destra, che in quella dinamica si muove meglio". Secondo Ruffini "si dovrebbe invece riscoprire quell'assillo che aveva De Gasperi a unire il Paese e non a dividerlo''. Parlando delle Regionali in Campania, l'alto dirigente critica "una politica che si basa su accordi sui nomi e non sulle idee" e il riferimento è ovviamente alla nomina di Piero De Luca, figlio del governatore uscente Vincenzo, a segretario regionale del Pd in Campania.
Riguardo alla strategia politica dice: "Non mi interessano cespugli, tende o accampamenti vari", ma serve "costruire un percorso". Secondo Ruffini "l'Ulivo non è replicabile, ma oggi come allora manca interesse e partecipazione", mentre per quanto concerne il suo ruolo chiarisce: "Mi fa piacere mettere a disposizione idee e contributi. Ma il punto non sono i nomi: obiettivo della politica è creare gli strumenti non solo per vincere, ma per rimettere persone e bisogni al centro. Quando si riduce tutto a una somma aritmetica, si allontanano gli elettori".
E ancora: "Io penso che più che unire sigle per realizzare il fantomatico campo largo, il centrosinistra dovrebbe lavorare a una piattaforma larga". Non basta vincere, ma serve una "piattaforma larga" di centrosinistra per "elaborare un programma alternativo alla destra: ma non per essere semplicemente contro, la politica non è negazione dell'opposto".