Esercito di ammalati al Comune di Palermo

Dopo i forestali e i dipendenti regionali, ecco l'esercito degli ammalati. Da settembre raffica di certificati medici dei dipendenti comunali per non svolgere nuovi incarichi

Esercito di ammalati al Comune di Palermo

La Sicilia è terra di eserciti. Non bastavano quello dei forestali e dei dipendenti regionali. Adesso, è sbarcato anche quello degli ammalati. Un battaglione di circa 400 persone che lamentano le patologie più disparate: dal mal di schiena ai dolori al ginocchio passando per i difetti della vista e per le allergie al cloro, ai detersivi e alla polvere.

Il tutto per non lavorare. Sono dipendenti di fascia "bassa" che hanno trovato nel proprio medico il salvatore. Secondo quanto ha riportato il Giornale di Sicilia, il fenomeno dei certificati medici di massa ha avuto inizio sei mesi fa, all'indomani della crisi e del blocco delle attività che ha investito la Gesip (Gestione Servizi Impianti Pubblici Palermo SpA).

Da lì è successo che per ovviare ai disagi causati dalla mancanza di 1800 impiegati Gesip che si occupavano di pulizia, portineria, manutenzione degli impianti e custodia dei beni dell'amministrazione, il Comune ha indirizzato una serie di ordini di servizi ai suoi dipendenti ausiliari.

Peccato che oltre la metà di questi non ne ha voluto sapere nulla. Diserzione di massa. O meglio, malattia di massa. Di pulire i pavimenti e di controllare le strutture comunali non se ne parla, insomma. E così sono piovuti centinaia di certificati medici. Per rendere l'idea del problema, basti pensare che un ordine di servizio firmato dal sindaco Leoluca Orlando e relativo alla manutenzione della piscina comunale è stato ignorato da nove persone su dieci. A rispondere all'appello è stato solo un signore con problemi fisici.

E proprio il primo cittadino palermitano ha annunciato una dura battaglia e ha disposto verifiche a tappeto. Tuttavia saranno i singoli dirigenti a verificare, d'intesa con i lavoratori interessati, quale forma di controllo medico debba essere svolto e dunque il rischio che finisca tutto a tarallucci e vino è alto.

"È indispensabile tutelare quei lavoratori e quelle lavoratrici che effettivamente hanno un motivo ostativo allo svolgimento di determinati compiti, ma altrettanto indispensabile è chiarire che la legge individua in modo molto preciso quali sono i lavori "usuranti" e quali quelli che non lo sono, individuando parametri e criteri netti per la valutazione dell'idoneità", ha dichiarato Orlando.

In realtà l'esercito di ammalati era già sbarcato in Regione.

Basti pensare che nel 2012 Palazzo d'Orleans ha registrato 174.775 giornate non lavorate per problemi di salute contro le 161.913 del 2011, con un incremento pari a circa l'8%. Il tutto sarebbe costato più di 17milioni di euro all'anno.

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