","potentialAction":{"@type":"SeekToAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https://www.ilgiornale.it/news/interni/facciamo-baby-sitter-ai-minori-non-accompagnati-ecco-cosa-2215083.html?t={seek_to_second_number}"},"startOffset-input":"required name=seek_to_second_number"}}
Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 15:50
Interni

"Noi baby-sitter ai minori non accompagnati". Ecco cosa succede nei commissariati

Molti commissariati italiani sono diventati alloggi per minori non accompagnati che fuggono dai Centri di prima accoglienza

"Noi baby-sitter ai minori non accompagnati". Ecco cosa succede nei commissariati

"Arrivano qui quando sono stremati dalla fame e dalla sete". Così racconta un sindacalista del Coisp a ilGiornale.it le vicissitudini dei minori nonaccompagnati che, una volta sbarcati in Italia, scappano dai centri di prima accoglienza e prendono treni o autobus per dirigersi a Roma, Milano e Napoli.

Sono bambini e ragazzi tra i 10 e i 17 anni, tutti di sesso maschile, che arrivano prevalentemente da Libia, Senegal, Tunisia, Marocco e Nigeria. Inizialmente, cercano di sbarcare il lunario nelle grandi città commettendo qualche furto oppure finiscono nel giro della prostituzione o della pedofilia. E, poi, finiscono col chiedere riparo nei commissariati. "Nella maggior parte dei casi ci sono arrivati spontaneamente, mentre sono meno frequenti i casi di minori arrestati per aver commesso dei reati", ci spiegano dal sindacato. "C'è un via vai continuo da questa primavera e che, ora, è diventato più frequente da quando si sono intensificati gli sbarchi", ci dicono ancora facendoci presente le difficoltà che devono affrontare ogni giorno. "Questi ragazzi dormono per terra o sulle sedie delle sale d'attesa perché ovviamente nei commissariati non ci abbiamo letti o docce", prosegue il Coisp. Non è possibile quantificare la diffusione del problema che riguarda soprattutto la polizia ferroviaria o i commissariati che si trovano nei pressi delle stazioni. "Roma è la città più colpita da questo fenomeno che è iniziato già due anni fa, ma con numeri decisamente più contenuti perché all'epoca c'erano meno sbarchi", raccontano ancora preoccupati dal non riuscire a gestire questa situazione. “Il problema dei minori non accompagnati che entrano clandestinamente in Italia, richiede una seria riflessione. Si tratta di un’emergenza nell’emergenza. I trafficanti di esseri umani stanno infatti puntando il loro ‘business’ proprio su giovani e giovanissimi, forti della certezza che non saranno rimpatriati", spiega Domenico Pianese, segretario generale del Coisp che, poi, aggiunge: " Dall’arrivo in Italia, per questi ragazzi inizia un percorso travagliato che spesso, soprattutto nelle grandi città, li porta a presentarsi negli uffici di Polizia, disperati e affamati, chiedendo di essere identificati al fine di ottenere il collocamento in strutture assistenziali che, puntualmente, non sono in grado di accoglierli immediatamente”.

Commissariati trasformati in alloggi per minori non accompagnati (Francesco Curridori)

Il primo problema, infatti, è che gli scafisti, in Tunisia, vendono i biglietti per i minori a prezzi raddoppiati perché un adulto può stare 18 mesi nei Cpr a rischio e pericolo di essere rimpatriato, mentre il minore non accompagnato arriva nei barchini e non viene mai rimpatriato perché gode della protezione speciale. Il secondo problema, come fa notare Pianese è che "i minori, solo grazie alla grande umanità dei poliziotti, possono contare, per giorni, su un posto dove ripararsi e su dei pasti caldi". Ovviamente, si tratta di una situazione che non può andare avanti all’infinito. "È inderogabile la necessità che Comuni e Regioni diano il loro contributo perché la Polizia di Stato non può essere il terminale di ogni emergenza nel Paese”, conclude. Centri come la Caritas o la Comunità di Sant'Egidio, infatti, non sempre riescono a dare ospitalità a questi ragazzi e, spesso, è iù facile, però, che arrivino prima gli assistenti sociali i quali cercano di inserirli in qualche casa-famiglia o in altre strutture simili. "Ma passano giorni prima che ciò avvenga. A volte restano anche una settimana nei commissariati e noi siamo costretti a far loro da baby-sitter", ci raccontano.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.