"Fare il giudice è stressante". Così la mamma di De Magistris ottiene la pensione del marito

Nunzia Russo ottiene la pensione di reversibilità privilegiata. Secondo la donna, l'attività del marito magistrato avrebbe determinato uno stato di ipertensione arteriosa

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris
Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris

La mamma di Luigi De Magistris sfida il Consiglio superiore della magistratura e il ministero della Giustizia. E vince. Nunzia Russo è, infatti, riuscita a farsi riconoscere la pensione di reversibilità privilegiata stata avanzata il 27 dicembre 2002 dopo la morte del marito Giuseppe. Come riferisce il Corriere del Mezzogiorno, la donna avrebbe dimostrato al Csm che l'attività professionale del consorte ha concorso "in maniera significativa nel determinare uno stato di ipertensione arteriosa, a sua volta determinante nell'insorgenza di gravi fenomeni ischemici".

Il braccio di ferro ha inizio qualche anno fa. È il 2006 quando l'istanza viene respinta con un decreto emanato dal ministero della Giustizia che non accoglie la richiesta di equo indennizzo inoltrata dalla vedova. La mamma di De Magistris, però, torna alla carica facendo ricorso al Tar Campania e denunciando "violazioni di legge ed eccesso di potere nel provvedimento di diniego adottato in sede ministeriale". Manco a dirlo, il Tar le dà ragione annullando il provvedimento del dicastero di via Arenula. Il Csm e il ministero si presentano a loro volta in appello ribadendo l'inesistenza di un qualsiasi nesso causale tra la malattia dell'uomo e il lavoro da magistrato.

Lo scorso 18 marzo l'ultimo atto del braccio di ferro con il presidente della sezione quarta, Paolo Numerico, che conferma la decisione del Tar e respinge il ricorso. Come spiega il Corriere del Mezzogiorno, poi ripreso anche da Dagospia, il provvedimento fa riferimento alle conclusioni del consulente tecnico di ufficio, il cardiologo Maurizio Cappelli Bigazzi che scrive: "L'ipertensione arteriosa deve essere ritenuta certamente una concausa efficiente nel determinismo della grave insufficienza cerebrovascolare che ha condotto al decesso. Lo stress lavorativo legato alle grosse responsabilità professionali del dottor de Magistris può certamente rappresentare una concausa, anch'essa efficiente, nello sviluppo dell'ipertensione arteriosa". Proprio per questo, secondo, i magistrati del Consiglio di Stato, "la sussistenza della patologia neoplastica non si pone come causa esclusiva dell'exitus".

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