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FI, Tajani ha nominato Minardo commissario regionale in Sicilia

Sarà il Presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo il nuovo commissario regionale di Forza Italia in Sicilia. Prenderà il posto di Marcello Caruso

FI, Tajani ha nominato Minardo commissario regionale in Sicilia
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L’ufficializzazione con un’agenzia delle 19.50 di venerdì 24 aprile: “Sarà il Presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo il nuovo commissario regionale di Forza Italia in Sicilia. Prenderà il posto di Marcello Caruso”. La prima nota ufficiale firmata Forza Italia nazionale, un’oretta dopo: “Il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha accolto le dimissioni del Segretario regionale della Sicilia Marcello Caruso e ha nominato l'onorevole Nino Minardo commissario regionale. Nel ringraziare Caruso per il lavoro svolto e per i risultati elettorali ottenuti, Tajani lo ha nominato, d'intesa con Alessandro Cattaneo, responsabile del dipartimento insularità”.

E Minardo? Nessuna dichiarazione ufficiale né note stampa e di agenzia del presidente della commissione Difesa ma un post sulle sue pagine social: “Ringrazio il Segretario nazionale Antonio Tajani e tutta la comunità di Forza Italia per la fiducia. Metto il mio impegno a totale servizio di questa scelta, con determinazione, entusiasmo e spirito di squadra”. E poi, ben in evidenza: “Forza Italia. Forza Sicilia". Nino Minardo ha fatto da sempre della sobrietà nelle dichiarazioni la cifra del suo impegno politico e del dibattito annesso. Mai sopra le righe anche quando dagli avversari sono arrivati attacchi sopra le righe cui ha sempre risposto con fermezza ma mai con toni urlati.

Minardo, laurea in Scienze Politiche, è nato a Modica -la città del cioccolato- il 5 febbraio del 1978 ed è ‘azzurro’ da 27 anni, quando ha iniziato il suo impegno ‘politico’ come coordinatore regionale dei giovani universitari del partito di Silvio Berlusconi. E Berlusconi è stato da sempre un punto di riferimento per lui anche quando alcuni passaggi legati soprattutto allo scioglimento del PdL determinarono scelte diverse senza però mai interrompere un rapporto solido e forte, fatto di stima reciproca. A livello istituzionale, il primo incarico del neo commissario siciliano azzurro, è quello di assessore dell’ex Provincia regionale di Ragusa. Dal 2008 è deputato alla Camera, dopo l’elezione nelle Politiche del 13 e 14 aprile di quell’anno e seconda elezione a Montecitorio nella 17esima legislatura. Lo scioglimento del PdL lo convince ad aderire al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano prima di tornare in Forza Italia nel 2017 nelle cui fila viene rieletto alla Camera nel 2018.

Rieletto con oltre il 41% dei consensi nel 2022 alla Camera -doppiando il secondo all’uninominale e prendendo e due volte e mezzo il candidato del centrosinistra- Minardo è, come detto, presidente della Commissione Difesa della Camera e nel luglio dello scorso anno è rientrato in Forza Italia cominciando un lavoro capillare di radicamento del partito in Sicilia, ampliando la base e portando con se sindaci e rappresentanti istituzionali delle amministrazioni locali dell’Isola. Per Minardo si apre una sfida delicata e importante in una fase fluida per il governo regionale di Renato Schifani. Che già ieri sera ha sottolineato non solo la vicinanza con Minardo sia politica che personale “da molti anni e anche con la sua famiglia” ma anche l’importanza di questa scelta. La fase delicata che vive il Governatore è quella di trovarsi di fronte ad un possibile rimpasto che però, passa attraverso scelte di donne e uomini che potrebbero entrare nella sua giunta senza alcuna pendenza giudiziaria e di alcun genere.

Un operazione ‘pulizia’ che ha radici milanesi -Marina Berlusconi- e capitoline -la premiere Giorgia Meloni- e che Minardo vuole certificare anche in Sicilia, in simbiosi con Schifani. La sua nomina a commissario azzurro nell’Isola, è un’ulteriore attestazione di questo intendimento a 16 mesi dal voto regionale -le ipotesi di voto anticipato sono solo di qualche esternazione delle opposizioni ma non nei fatti- che rinnoverà il Parlamento più antico d’Europa, quello di Sala d’Ercole a Palazzo d’Orleans. Gli attestati pubblici dei maggiorenti azzurri in Sicilia tutti a favore della scelta di Antonio Tajani sul nome di Nino Minardo, palesano un apprezzamento generalizzato e diffuso.

Una buona base di lavoro questa, per il neo commissario che lavora su un partito in palese crescita nell’Isola e sul cui radicamento Minardo è da tempo come dimostrano le adesioni e i rientri in Forza Italia che da un anno a questa parte -dal suo rientro cioè- si sono moltiplicate.

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