Un fisico milanese per gestire il dopo-Scaroni

Claudio De Scalzi all'Eni

L'Eni è una realtà troppo importante per l'intero sistema-Italia per cedere alla tentazione di abbandonarsi ai «nuovismi». E così il premier Matteo Renzi e il ministro Pier Carlo Padoan hanno compiuto una scelta, tutto sommato «continuista», al momento di rinnovare il board. Da un lato, alla presidenza è stata designata Emma Marcegaglia, imprenditrice ed ex numero uno di Confindustria. Per la carica di amministratore delegato si è puntato su Claudio Descalzi, il «delfino» del predecessore Paolo Scaroni che durante i suoi nove anni di leadership ha promosso il manager alla guida della principale divisione dell'azienda, l'«esplorazione & produzione». Nel 2005 lo nominò vicedirettore generale e tre anni dopo direttore.
Nato a Milano nel 1955, De Scalzi si è laureato in fisica nel 1979 al Politecnico di Milano e nel 1981 entrò nel Cane a sei zampe come ingegnere di giacimento. La sua vita professionale si svolge tutta all'interno dell'azienda: project manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo. Nel 1990 fu nominato Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Nel 1994 assume il ruolo di direttore generale della consociata Eni in Congo e nel 1998 diventa Vice Chairman & Managing Director di Naoc, la consociata Eni in Nigeria. Dal 2000 al 2001 ha ricoperto la carica di direttore dell'area geografica Africa, Medio Oriente e Cina. Dal 2002 al 2005 è stato alla guida dell'area Italia, Africa e Medio Oriente. A lui si devono i principali successi esplorativi soprattutto in Africa, Mozambico in testa.
Sposato con una donna congolese, quattro figli, nel tempo libero pratica il golf. È il primo europeo ad aver ricevuto - nel 2012 - il prestigioso premio internazionale «Charles F. Rand».

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