A Roma, zona piramide, il fronte per festeggiare il 25 aprile è già compatto e la presenza di Carc e anarchici è fortissima. Tra bandiere con la falce e il martello, quelle iraniane, e striscioni in cui si elogia la morte del sionismo, ecco che vengono ricordati anche Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti a fine marzo mentre costruivano una bomba che avrebbe dovuto far saltare in aria la stazione di polizia di Roma Tuscolano. Lo avevano fatto in memoria del loro leader Alfredo Cospito, e oggi, nel cuore della Capitale, è a Sara e Sandrone che sono dedicati i cori in cui vengono definiti “partigiani che hanno scelto la lotta”.
Il fronte antagonista si sta risvegliando, e il desiderio della lotta armata sta tornando a prendere piede come l’unico modo, secondo la loro visione, di rendere giustizia a questo Paese, sovvertendo l’ordine democratico. Non manca certo la componente islamista che ha portato striscioni che incitano alla distruzione dello stato di Israele tra cui “Palestina libera dal fiume fino al mare” o quello in cui si chiede la liberazione di Mohammad Hannoun, in carcere dal 27 dicembre con altri tre suoi sodali per essere ritenuto l’uomo a capo della cupola di Hamas in Italia.
Il 25 aprile dovrebbe essere un giorno di unione e, invece, come dimostrano i cori e gli striscioni, gli intenti degli antagonisti, oramai vicinissimi al fronte dei Filo Hamas, non hanno nulla a che vedere con il ricordo della liberazione dell’Italia dal regime fascista.