Combattere, in tutti i modi, quanto la sinistra radicale cerca di far credere negando che le foibe siano mai esistite: quando manca poco al Giorno del ricordo (10 febbraio), è intervenuto sull’argomento il “padre” della legge istitutiva di questa giornata, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, impegnato in un lungo tour in tutte le regioni italiane tra scuole, associazioni culturali e presidi istituzionali, per divulgare fatti accaduti e rispondere nel merito alle continue mistificazioni contro quelle verità storiche.
“Combattere il negazionismo”
“Il negazionismo delle foibe e del martirio giuliano-dalmata è un serpente silenzioso, pericoloso e costante nella sua marcia di falsità e menzogne, che va combattuto come fatto con coraggio e dedizione da San Michele Arcangelo. La mia missione è una sola: testimoniare la barbarie umana e raccontare, fino a restare senza voce, cosa accadde in quei tragici anni”, spiega Menia.
Nelle ultime ore, IlGiornale ha intervistato la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, che si è sempre battuto in prima linea per non dimenticare il dramma delle foibe. "Per decenni è stato un tabù, ma non nell'ambiente della destra politica italiana. Non abbiamo mai dimenticato le foibe e l'esodo. E ci siamo schierati contro il trattato di Osimo”, ha spiegato La Russa.
La Storia che non va dimenticata
“Fin quando avrò vita racconterò, con il sussidio di quelle testimonianze che ho citato nel mio libro '10 febbraio, dalle foibe all'esodo', fatti e sofferenze, il doloroso esodo dei 350mila italiani dell’Istria, di Fiume e di Dalmazia, prevaricazioni e massacri, perpetrati da chi si sentiva forte della protezione di una certa parte politica, la stessa che oggi foraggia il negazionismo”, ha aggiunto Menia.
Anche se la Storia è chiara e non può essere negata o dimenticata, l’onorevole di FdI spiega che nonostante il lungo lavoro storico, culturale e “da cronista” che gli ha permesso di far venire alla luce nomi e volti degli infoibati, “riscontro una volgare volontà di giustificare quel sangue e quelle violenze, anche da parte di realtà associative che dovrebbero mostrare ben altro atteggiamento. Mi auguro – conclude - che vengano richiamati ad un comportamento più rispettoso verso quei morti italiani, uccisi con tanta barbarie sia da titini che da italiani stessi”.
Qual è il programma
Il programma degli appuntamenti a cui prenderà parte il senatore triestino è molto ricco: popo le tappe di Bari, Cerveteri, Terracina, Arezzo e Gorizia, lunedì 9 febbraio sarà all'Istituto Italiano di Cultura di Madrid, alla presenza di S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi e di Elena Fontanella, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.
Il programma prevede l’intervista al Senatore Roberto Menia, firmatario della legge istitutiva del Giorno del Ricordo e autore del volume “10 febbraio – Dalle foibe all’esodo”, realizzata da Francesco del Vigo, vicedirettore de Il Giornale. Durante l’incontro, il senatore Menia ripercorrerà le vicende storiche del confine orientale, soffermandosi sul dramma delle persecuzioni e sull’esodo delle comunità italiane dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, a lungo trascurato nella memoria collettiva.
Subito dopo sarà proiettato il film “Red Land (Rosso Istria)” di Maximiliano Hernando Bruno, in versione originale, che con un linguaggio cinematografico approfondisce una delle pagine più dolorose della storia del
Novecento. All’iniziativa partecipa anche il Comites Madrid e il Fogolâr Furlan di Madrid, associazione culturale che riunisce i friulani e gli amici del Friuli residenti a Madrid e in Spagna, prende parte all’iniziativa.