Il simbolo 'Futuro nazionale', registrato nel 2011 dall'ex consigliere regionale M5S in Abruzzo Riccardo Mercante, potrebbe essere scaduto. Mercante, infatti, è deceduto a 5 anni il 16 settembre 2020 a causa di un incidente stradale e dalla visura camerale in possesso di LaPresse risulta che, trascorsi 10 anni, il marchio non sia stato rinnovato. “Potrebbe essere libero per l'utilizzo, ma lo vedremo in punta di diritto", dice a LaPresse Giancarlo Falconi, giornalista amico di Mercante. A quest'ultimo "mi hanno unito le lotte sociali e per una sanità giusta", racconta Falconi, convinto che Vannacci dovrà vedersela con gli eredi di Mercante per l’utilizzo del simbolo. "Dovrà chiedere l'autorizzazione alla moglie di Riccardo, sua erede, insieme ai figli. Se ci sarà o meno una contrattazione economica sarà un discorso per noi poco interessante”, chiosa Falconi.
Il generale Vannacci esulta per il 4,2% attribuito da Youtrend a Futuro Nazionale. "Per un partito che ancora non è iscritto, non e' male come partenza", scrive sui social dove poi puntualizza: "Non voglio far vincere la sinistra. Futuro nazionale è uno squillo di tromba, una sveglia per una destra che ha perso radici e identita' - sostiene -. Futuro nazionale è una destra vera che riporta la barra a dritta e aggiusta la rotta”.
Intanto,dopo l’ex meloniano Emanuele Pozzolo, oggi anche gli ex leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno ufficializzato il loro ingresso in Futuro Nazionale. La scelta arriva a pochi giorni dal voto sul decreto Ucraina che dovrebbe approdare alla Camera lunedì. I due, meno di un mese fa, avevano espresso un voto contrario agli aiuti a Kiev in dissenso rispetto alla linea indicata dal gruppo della Lega.
"Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al dl Ucraina, volto a interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell'esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito”, dice Ziello che ricorda come l'ex ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia gli avesse preannunciato che una simile iniziativa lo avrebbe 'autoescluso' dal partito “andando, addirittura, a ipotizzare un periodo di espiazione da tale 'grave peccato' da scontare 'sui ceci'”. E ancora: “In tutto questo, il segretario del partito, Salvini, non ha battuto ciglio, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all'invio di armamenti a Kiev sia solo una terribile messinscena volta, esclusivamente, a un mero calcolo elettorale, ma gli italiani non hanno l'anello al naso". Ziello, poi, conclude: "Purtroppo, negli ultimi tempi ho visto l'assenza totale di una linea politica univoca. Delle volte vengo impiegati i manifesti per un 'centrodestra liberale' morbido sulla sicurezza e aperto alla comunità lgbt come vorrebbero Zaia e Siri, altre volte si usano i temi del generale, Roberto Vannacci, per dare l'impressione di essere duri sulla sicurezza e conservatori sulla famiglia. Un po' come fosse un menu 'a' la carte'". Chi, invece, ha deciso di restare nella Lega è il deputato calabrese Domenico Furgiuele, che aveva promosso la conferenza stampa sulla remigrazione alla Camera, boicottata dall’opposizione.