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Consiglio Ue: "Cremlino, non siamo intimiditi". A Israele: "No attacco a Rafah"

La bozza di conclusioni conferma la necessità di preparare i cittadini a un'escalation, ma l'Alto rappresentante Ue per la politica estera vuole essere più cauto: "La guerra non è imminente"

Il Consiglio Ue: "Messaggio per il Cremlino, non siamo intimiditi". Chiesta pausa umanitaria a Gaza

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"Dobbiamo preparare la guerra". Il Consiglio Ue accelera sull'Ucraina, ma Borrell frena

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Consiglio europeo cruciale in ottica della guerra in Ucraina, giunta oramai al giorno 757. La bozza di conclusioni uscita dalla riunione dei capi di Stato e di governo comunitari sottolinea la necessità "imperativa" di preparare i cittadini Ue al rischio di guerra "in vista di una futura strategia di prontezza". Con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che già due giorni fa aveva voluto mettere tutti in guardia: "Se vogliamo la pace, dobbiamo preparare la guerra". E la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che aveva ulteriormente chiarito: "Il mondo è diventato più pericoloso e l'Ue si deve svegliare, sappiamo che le ambizioni di Putin non si fermano all'Ucraina".

L'Europa si prepara a fronteggiare le minacce di Putin. Quello che si è aperto apre oggi è un vertice di guerra con l'obiettivo tenere in allerta i cittadini a possibili crisi di sicurezza. "Serve un approccio che tenga conto di tutti i rischi" a cui segua una "preparazione militare-civile rafforzata nonché coordinata" e una "gestione strategica delle crisi nel contesto dell'evoluzione del panorama delle minacce". Si invita quindi il Consiglio a portare avanti i lavori e la Commissione, insieme all'Alto Rappresentante, a proporre "azioni per rafforzare la preparazione e la risposta alle crisi a livello dell'Ue in un approccio che tenga conto di tutti i rischi e di tutta la società, in vista di una futura strategia di prontezza".

Ma l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, non ci sta del tutto chiede di abbassare i toni: "L'appello rivolto agli europei affinché siano consapevoli delle sfide che ci troviamo ad affrontare è positivo, ma non dobbiamo nemmeno esagerare - ammonisce -. La guerra non è imminente. Ho sentito alcune voci dire: 'La guerra è imminente'. Ebbene, grazie a Dio, la guerra non è imminente. Viviamo in pace. Sosteniamo l'Ucraina. Non facciamo parte di questa guerra, sosteniamo semplicemente l'Ucraina. E dobbiamo prepararci per il futuro, aumentare le nostre capacità di difesa, aumentando le capacità di difesa della nostra industria". Intanto Zelensky bacchetta l'Ue: "La scarsa fornitura di munizioni è umiliante".

Michel al Cremlino: "Non siamo intimiditi"

Ma le conclusioni del Consiglio Europeo mandano "un messaggio al Cremlino: siamo determinati. La rapidità con cui abbiamo preso decisioni estremamente importanti sul piano geopolitico segnalano la nostra determinazione - ci tiene a sottolineare Michel -. Non siamo intimiditi: siamo robusti e continueremo a fare quello che è necessario per difendere la pace, la prosperità e la sicurezza".

Le conclusioni sul Medio Oriente

Sulla questione in Medio Oriente, il Consiglio europeo ricorda le sue precedenti conclusioni che "condannano Hamas con la massima fermezza per i suoi attacchi terroristici brutali e indiscriminati in tutto Israele il 7 ottobre 2023, riconoscendo il diritto di Israele a difendersi in linea con il diritto internazionale e il diritto umanitario internazionale e chiedendo la rilascio immediato di tutti gli ostaggi senza alcuna precondizione". La loro sicurezza e il loro benessere sono "motivo di grave preoccupazione". Hamas e gli altri gruppi armati devono garantire "immediatamente l'accesso umanitario a tutti gli ostaggi rimasti": il Consiglio Ue invita "ad accelerare i lavori sull'adozione di ulteriori misure restrittive pertinenti contro Hamas". Nelle conclusioni approvate c'è profonda preoccupazione "per questo catastrofica situazione umanitaria a Gaza e il suo effetto sproporzionato sui civili, in particolare sui bambini". Per questo motivo "l'accesso umanitario completo, rapido, sicuro e senza ostacoli all’interno e all’interno della Striscia di Gaza attraverso tutte le rotte è essenziale per fornire alla popolazione civile assistenza salvavita e servizi di base su vasta scala".

I servizi forniti dall'UNRWA a Gaza e in tutta la regione "sono essenziali", ma allo stesso tempo i capi di stato e di governo si compiacciono del rapido avvio da parte delle Nazioni Unite di "un'indagine interna e di un esame esterno a seguito delle gravi accuse contro 12 membri del personale dell'UNRWA riguardo alla loro presunta partecipazione agli attacchi terroristici del 7 ottobre". L'Unione europea continuerà a lavorare intensamente con i partner regionali e internazionali per "prevenire un'ulteriore escalation a livello regionale, soprattutto in Libano e nel Mar Rosso". Il Consiglio europeo invita tutti gli attori, in particolare l'Iran, ad astenersi da azioni di escalation" e "accoglie con favore l'avvio dell'operazione dell'UE ASPIDES per salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza dei marittimi nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nella regione più ampia".

La questione dell'industria difensiva

Sul punto dell'uso dei profitti derivanti dal congelamento degli asset della Banca Centrale Russa, i leader invitano il Consiglio, a livello quindi di ministri, a "portare avanti il lavoro sulle proposte recenti dell'Alto Rappresentante e della Commissione". Viene menzionata, come nelle bozze, la "possibilità" di utilizzarli per finanziare il "sostegno militare" a Kiev. L'aspetto del finanziamento della nuova politica di difesa, del resto, è di fondamentale importanza importante perché considerato un fattore di accelerazione. La Ue ha definito una strategia per l'industria della difesa, tuttavia è un fatto che non è riuscita a produrre in tempo e consegnare il milione di munizioni promesso. Secondo alcune stime solo nel 2026 sarebbe in grado di produrre munizioni sufficienti per sostenere l'Ucraina (rispetto ai bisogni di difesa attuali).

Nella bozza finale di conclusioni sottoposta ai Ventisette viene indicato che Consiglio (nella formazione ministeriale) e Commissione dovranno "esplorare tutte le opzioni per mobilitare risorse finanziarie" per mobilitare i fondi e di riferire a giugno. Inoltre, la Banca Europea per gli Investimenti "è invitata ad adattare la sua politica creditizia nei confronti dell'industria della difesa e la sua attuale definizione di beni a duplice uso, salvaguardando la sua capacità finanziaria", postilla che riflette l'importanza attribuita al rating della Bei, che denota il massimo merito di credito. È stato escluso finora l'invito più preciso a riferirsi a soluzioni "innovative", ovvero emissione di debito comune come avvenne sotto pandemia con Next Generation EU. Il no della Germania e dei "frugali" è stato secco. Tuttavia il campo è più mosso di quanto si voglia far intendere.

Sotto questo punto di vista circolerebbe una lettera inviata a diversi governi (a livello di ministri degli esteri) dalla Francia per delineare un fronte di consensi a soluzioni ambiziose per finanziare l'industria della difesa e recuperare i ritardi annosi negli investimenti. Tra le leve possibili la possibilità per la Banca europea per gli investimenti di finanziare progetti militari e non solo limitati a prodotto per duplice uso (civile e militare) - e su questo a Lussemburgo la banca Ue è già al lavoro - e anche l'emissione di debito comune. Il premier greco Kyriakos Mitsotakis concorda. Italia e Spagna sono su quella linea. Una fonte diplomatica spiega che quando si parla di bond non ci si riferisce solo all'emissione di debito comune come nel caso di Next Generation EU ma anche ai "project bond" non necessariamente emessi a 27. Si tratterebbe di obbligazioni emesse appunto per finanziare infrastrutture e opere di pubblica utilità che servono ad attrarre investimenti privati con costi di finanziamento ridotti rispetto al credito bancario. La discussione prosegue.

Meloni: "L'Europa sia attiva su Gaza e migranti"

Combattere i trafficanti di esseri umani, i veri "nemici nostri e dello sviluppo delle Nazioni più povere". Giorgia Meloni ha posto nel corso della sessione di lavoro del Consiglio europeo il tema dei migranti, sottolineando l'importanza di sostenere la crescita economica e sociale del "Global South" attraverso "un imponente piano di finanziamenti", del quale il Piano Mattei, così come "la strategia Global Gateway dell'Unione Europea, potranno costituire componente e volano". Un tema che l'Italia intende affrontare anche nel quadro della Presidenza italiana del G7, promuovendo una e vera e propria alleanza globale contro il traffico di migranti e su cui anche l'Onu può offrire un contributo di straordinaria importanza.

Su proposta del capo del governo italiano, nelle sue conclusioni sulle Migrazioni il Consiglio europeo ha invitato la Commissione europea a proseguire nel rafforzamento di tutti gli strumenti a disposizione dell'Ue per inasprire la tratta e il traffico di esseri umani, alla base di oltre il 90% degli ingressi di migranti irregolari nell'Unione europea. Secondo il Governo italiano questo è anche il modo migliore per affrontare il problema della migrazione illegale, per combattere i trafficanti di esseri umani, "i primi nemici dello sviluppo dell'Africa". Il modo migliore è "riaffermare il diritto dei cittadini del Continente africano a non emigrare verso l'Europa". E questo è qualcosa che "è possibile fare solo attraverso lo sviluppo, ed è esattamente quello di cui si sono poste le basi domenica scorsa con la vista congiunta al Cairo del Presidente Meloni con la Presidente von der Leyen e i leader di Austria, Belgio, Cipro e Grecia".

A quanto si apprende da fonti della delegazione italiana - con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres - il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha posto l'accento su diversi temi, a partire dalla crisi in Medio Oriente. Nell'auspicare un'immediata pausa umanitaria che porti a un cessate il fuoco sostenibile, la premier ha evidenziato come l'Unione europea possa e debba giocare un ruolo di primo piano nella soluzione della crisi. Meloni - sottolineano le fonti italiane - si è detta particolarmente preoccupata per le prospettive di un'operazione di terra di Israele a Rafah.

L'Italia, insieme alla Fao, al Pam e alla Croce Rossa internazionale ha lanciato così l'iniziativa "Food for Gaza": l'obiettivo è quello di di creare un meccanismo di coordinamento per affrontare la drammatica insicurezza alimentare della popolazione civile, rispondendo ai bisogni immediati e allo stesso tempo elaborando soluzioni per il medio termine, tra cui la ricostruzione e, in ultima analisi, un percorso di pace.

Guterres ha espresso apprezzamento nei confronti della Presidenza italiana del G7, affermando che l'Onu fa affidamento sulla leadership italiana sui principali temi dell'agenda internazionale. Il segretario delle Nazioni Unite, inoltre, ha concordato con Meloni sulla necessità di un ruolo di maggior peso dell'Unione europea sul piano internazionale.

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