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“Governo Meloni come bersaglio per buttarlo giù”. Gli antagonisti gettano la maschera sulle piazze

Le manifestazioni si confermano ancora una volta uno strumento politico per aggredire l’esecutivo in carica e portarlo alle dimissioni

“Governo Meloni come bersaglio per buttarlo giù”. Gli antagonisti gettano la maschera sulle piazze
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Man mano che passano le settimane e i mesi, anche gli anni, l’obiettivo delle piazze si fa sempre più chiaro. Non solo perché si evidenzia nelle azioni e nelle strutture che vengono organizzate durante le manifestazioni ma perché sono loro stessi a esplicitare i propri obiettivi, sostenendo anche di volta in volta varie e diverse cause al solo scopo di ingrossare le fila delle presenze in piazza. Un esempio chiaro e plastico di questo arriva da uno dei tanti testi che gli antagonisti pubblicano sui propri canali internet, non solo social, che sono per lo più blog e che rappresentano la principale fonte di informazione dell’area. In uno di questi è stato condiviso un articolo molto esplicito, dove è stato effettuato un parallelismo tra quanto accaduto a Milano sabato 7 febbraio contro le Olimpiadi e quanto, contemporaneamente, è successo a Napoli durante la manifestazione anti America’s Cup.

Nel capoluogo campano sembra essere questo il prossimo obiettivo degli antagonisti, con una linea logica che porta dai movimenti del nord contro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina a quelli del sud che ora non vogliono essere da meno e protestano contra la più antica competizione internazionale di vela. Dovrebbe teoricamente essere un privilegio poter ospitare un evento di tale caratura, che porrà ancora una volta gli occhi del mondo sull’Italia, invece dall’area antagonista si protesta, si accusa e, ovviamente, si scende in piazza. “È necessario che la lotta continui, si allarghi all’intera area metropolitana, si colleghi con gli altri, benché limitati, movimenti per il diritto all’abitare attivi in Italia. Ed entri a far parte dell’insieme delle mobilitazioni che sempre più stanno assumendo a loro bersaglio il governo Meloni per buttarlo giù dalle piazze”, si legge nel comunicato pubblicato online.

Un intento nemmeno troppo mascherato ma dichiarato, sbandierato e ribadito: ed è da almeno un anno e mezzo che è diventato un mantra da parte degli agitatori di piazza.

Mentre alle manifestazioni vanno per la maggior parte soggetti che credono realmente nella quale per la quale sono chiamati alla protesta, che può essere più o meno appassionata ma comunque sempre legittima nel pieno diritto di manifestare, a muovere le fila, come si evince sono spesso soggetti che inseguono un secondo fine politico.

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