Quando a ottobre 2022 Giorgia Meloni ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica, insediando il primo governo di centrodestra dopo anni, il primo in assoluto assoluto guidato da una donna, in pochi avrebbero scommesso sulla sua longevità. Lei lo disse fin dall’inizio: “Governeremo per 5 anni”. E mentre si avvicina il quarto anno, quel giuramento diventa sempre più concreto. Oggi, il governo Meloni è diventato il secondo più longevo della storia: 1288 giorni in carica, dietro solamente il governo Berlusconi II, che arrivò a 1412 giorni di governo. L’esecutivo in carica potrebbe superare quel record già quest’anno, il 5 settembre 2026, tra 124 giorni.
“Da oggi il Governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana. Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani”, ha dichiarato la premier in un comunicato affidato ai social. “Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno. Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale”, ha concluso Meloni. In un panorama politico che per decenni è stato caratterizzato da una fragilità cronica e da una fortissima volubilità delle maggioranze, la stabilità dell'esecutivo Meloni rappresenta una vera e propria anomalia statistica, capace di restituire all'Italia quel prestigio internazionale che solo la continuità può garantire.
Meloni ha raccolto idealmente il testimone di Silvio Berlusconi e sta portando avanti uno dei progetti di cui il Cavaliere andava più fiero: un governo guidato da una coalizione di centrodestra. Sta dimostrando che una coalizione coesa, forte di un mandato popolare indiscutibile sa resistere, a differenza dei governi che l’hanno preceduto, anche alle tempeste. Nel 2011, quando cadde il governo Berlusconi IV, mettendo di fatto fine a un’era, il centrodestra si trovò isolato sotto il fuoco incrociato delle cancellerie europee e dei circuiti finanziari.
Oggi, invece, la premier può contare su uno scudo di credibilità internazionale costruito con fatica in questi anni, dopo che l’Italia nel precedente decennio era diventata vassalla dei governi europei. Una credibilità che mette l'esecutivo in una condizione di sicurezza, da non dare per scontata ma comunque da poter gestire, nonostante lo scenario internazionale sia tra i più complessi dell’ultimo secolo.