Green pass globale, il governo frena: "Italia non aderirà"

"Il governo non ha alcuna intenzione di aderire al cosiddetto green pass globale dell'Oms", ha comunicato il ministro della Salute in una nota. Ecco cosa comporta il sistema ispirato alle certificazioni usate durante la pandemia

Green pass globale, il governo frena: "Italia non aderirà"
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Sul cosiddetto "green pass globale" dell'Oms il governo italiano si chiama fuori. E in una nota precisa la propria intenzione di non aderire al predetto documento sanitario internazionale elaborato sul modello del certificato digitale Covid dell'Ue. A comunicarlo è stato il serata il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. "A seguito dell'approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto-legge del 26 febbraio, ritengo utile precisare che il governo non ha alcuna intenzione di aderire al cosiddetto 'green pass globale' dell'Oms", ha comunicato l'esponente dell'esecutivo.

"In sede di conversione del decreto-legge, verrà presentato un emendamento per riformulare il testo e ricondurre la norma agli obiettivi Pnrr in tema di salute, a partire dalla piena operatività del fascicolo sanitario elettronico", ha concluso il ministro Schillaci, frenando così le fibrillazioni che già iniziavano a sorgere nell'opinione pubblica sull'argomento. Sulla scia dei provvedimenti del tempo pandemico, nel luglio scorso l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva adottato il sistema Ue di certificazione digitale previsto durante il Covid per istituire un sistema globale che - si legge sul sito della Commissione Europea - "contribuirà a proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future, comprese le pandemie".

Green pass globale, cos'è

Tra gli obiettivi dell'accordo, anche la digitalizzazione del certificato internazionale di vaccinazione o profilassi. "Ampliare tali soluzioni digitali sarà essenziale per garantire una migliore salute alla popolazione di tutto il mondo", sostiene l'Ue. Ma non sono mancati i timori e le opinioni critiche rispetto a tale soluzione, in particolare in riferimento alla privacy dei cittadini in materia sanitaria e alla potenziale adozione di politiche simili a quelle del periodo pandemico. L'adesione alla rete mondiale di certificazione sanitaria digitale dell'Oms "è volontaria per gli Stati membri dell'Ue".

L'accordo amministrativo firmato dalla Commissione e l'Oms, infatti, "non è vincolante" per "le due organizzazioni". La digitalizzazione del certificato, inoltre, fa parte della strategia digitale dell'Oms, presentata nel 2020, che punta, in un quadro di ampliamento della sicurezza sanitaria globale, anche attraverso lo sviluppo della telemedicina.

L'Italia però frena e vuole vederci chiaro. Il prossimo passo, ha fatto sapere il ministro competente, sarà proprio quello di "riformulare il testo". Si attendono maggiori dettagli sull'indirizzo che l'esecutivo vorrà esprimere al riguardo.

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