I comunisti si convertono: il nucleare non è il male

Avete presente quegli amici che vi danno lezioncine, forti degli errori che loro stessi avevano commesso nel passato? Quei sessantottini che vi spiegano la necessaria durezza che si deve avere nell’educazione dei vostri figli. O quegli ex comunisti che insegnano a voi che siete sempre stati liberali, le virtù della competizione di mercato. Ecco. Adesso abbiamo una nuova genia di rinnegati del proprio passato: i «nuclearisti de sinistra». Che ci fanno la lezioncina sul futuro energetico del mondo. Il foglio di sinistra diretto da Sansonetti, L’altro, ha scoperto nei giorni scorsi le virtù dell’energia atomica. E si è interrogato, a tutta pagina: «Il nucleare? Non è il diavolo». Grazie per avercelo comunicato. Il problema è che siamo fuori tempo massimo.
Pensate a Chicco Testa che ci ha riempito di chiacchiere ai tempi del referendum contro le centrali in Italia e che oggi viene portato in giro come una Madonna pellegrina, proprio da noi nuclearisti, quale grande sponsor dell’energia del futuro. Abbiamo la capacità di digerire tutto. Adesso i comunisti ci spiegano le virtù del nucleare e Chicco Testa ci fa le prediche sul nostro futuro energetico. In questioni importanti quali quelle energetiche, evidentemente, non conta molto vedere da che parte si fosse dieci o venti anni fa: basta essere tutti d’accordo oggi. È talmente chiaro che l’energia dell’atomo sia il futuro che va bene imbarcarsi anche i nemici (energetici, si intende del passato) di ieri. In fondo possiamo passare sopra allo sberleffo che ricevemmo quando eravamo soli e unici a difendere quell’energia.
La questione non è dunque personale. Ma è politica: nel senso più alto del termine. Una certa sinistra ieri, come oggi, ha sempre accondisceso e solleticato le pulsioni più popolari e meno sagge dei nostri concittadini. I comunisti (e non furono i soli) hanno buttato al mare una cultura atomica che gli derivava dalla loro appartenenza, diciamo così, morale al blocco sovietico e ipernuclearizzato, solo sull’altare del politicamente corretto. Hanno alimentato una perversa cultura del sospetto nei confronti di questa energia. È troppo facile oggi tirarsi indietro. Caro Testa, cari comunisti dell’Altro, ora glielo spiegate voi agli italiani che i miliardi di frottole che avevate inventato sulla sicurezza di quel genere di energia erano appunto frottole? Ora andate voi nelle zone in cui il governo vuole reinstallare le centrali, per convincere le popolazioni locali che i rischi sono sotto controllo? Abbiamo speso miliardi di euro, pagati nelle bollette degli italiani, per smantellare le nostre centrali e ora che si fa? Scopriamo che il nucleare non è il diavolo. Grazie, buono a sapersi.
Piuttosto che fare lezioni sui propri errori commessi nel passato, una certa sinistra verde e ambientale potrebbe fare qualche riflessione sugli errori che sta commettendo oggi. Uno su tutti. Siamo davvero convinti che l’energia solare, così come oggi è realizzata, sia conveniente? Su questo giornale il professor Battaglia ci ha intrattenuto più volte sui costi incredibili delle cosiddette fonti alternative. Basti ricordare che ogni italiano oggi paga circa 300 euro per far sì che si produca l’1 per cento del suo fabbisogno elettrico dai pannelli. Se quei 300 euro fossero stati impegnati nella costruzione di centrali nucleari, si sarebbe coperto un quarto del fabbisogno elettrico del nostro Paese. C’è da non crederci. Eppure non si fa. Proprio per quella cultura antinuclearista e da gauche caviar che ha permeato la cultura ambientale di questo Paese. Viva i pannelli elettrici, anche se producono poca energia: tanto a pagare il conto sono gli italiani.