Buche grandi come fossati, insidiosissime trappole per bici, moto e monopattini. Ma anche per il semiasse delle auto, crepe a bordo dei binari o rialzi di asfalto con effetto catapulta. È la situazione delle strade milanesi, quando sono asfaltate, ma peggio è in centro dove i masselli del pavè sbucano a sorpresa dalla sabbia o tra un binario e l'altro, diventando ostacoli pericolosissimi. Circolare per Milano con qualsiasi mezzo che si tratti di moto, bici, miniauto è diventata un'avventura quotidiana. Le buche sono all'ordine del giorno e molti incidenti vengono causati dalle voragini dell'asfalto, dai masselli rialzati o dai mezzi che scartano all'improvviso tra le voragini che si aprono nell'asfalto.
Ecco solo un piccolo e non certo esaustivo elenco di strade dissestate: Via Ripamonti, via Bramante, viale Stelvio e ancora il ponte di via Farini pericolosissimo con le sue rotaie incrociate, via Pallavicini (lì sono i dossi realizzati con i sanpietrini a essere trappole), viale Elvezia angolo via Sempione, via Turati, via Manzoni. Via Rembrandt, via Lario e via Murat, via Apelle, via Pirano laterali a viale Monza, via Masina, via Cilento e via Pietramellara in zona Dergano, viale Forlanini, piazza Insubria, via Mezzofanti, viale Corsica e viale Ungheria a est di Milano. A Città Studi la mappa va da via Pascoli a via Botticelli, da via Ponzio a via Marcadante e via Petrella. In zona Loreto via Costa e via Lulli.
Eppure Palazzo Marino, le sue buche dice di ripararle e assicura che, come prevede la legge, il 50% dei proventi derivanti da sanzioni sono vincolati alla sicurezza stradale che prevede manutenzione, segnaletica e illuminazione. Facendo due conti, nel 2025 sono state aggiustate 45mila buche e rimessi a dimora 6mila masselli. L'investimento previsto per il prossimo triennio è di 30 milioni di euro all'anno, per un totale di 90 milioni (per le sole strade e marciapiedi) con un incremento del 50% rispetto alla media degli ultimi 5 anni (si passa da 20 a 27 milioni di euro sia per il 2026 che per il 2027). Inoltre 31,5 milioni saranno investiti per il rinnovamento dei binari del tram a partire da via Torino, via Bramante (su cui Giovanni Storti aveva fatto più di un video) e via Correnti.
Il Comune deve aver aperto gli occhi sulla situazione a «groviera» delle sue strade tanto che sul sito è stata creata una nuova sezione dedicata (pulsante in Home page in alto a destra) che facilità i cittadini nell'inviare segnalazioni - divise per tipologia - per ogni anomalia che poi sarà inserita nel gestionale delle attività da fare.
In più c'è la questione del sale che per affrontare le galate si usa spargere direttamente sull'asfalto. Ma, come i Comuni e la gente di montagna sanno molto bene, così si rovina l'asfalto, crepandolo e creando ulteriori danni. E quindi lì si preferisce utilizzare la sabbia o la terra che in città però andrebbero a intasare le caditoie causando altri guai. Nel 2025 sono stati attivati interventi antigelo in sole 13 giornate e la permanenza del sale sulle strade è molto limitata, considerando le giornate di gelo (al massimo 3 o 4 consecutive) e le frequenze di spazzamento delle vie fatte da Amsa.
Che la manutenzione stradale non sia in cima all'agenda del sindaco, lo dimostra il fatto che Sala ad agosto aveva annunciato un piano straordinario per il pavè. In particolare per tratti stradali caratterizzati da masselli e armamenti tranviari che come noto sono vincolati dalla Soprintendenza. È da tempo che in città si è aperto il dibattito se eliminare o preservare il pavé: caratteristico della città, ma che sta diventando sempre più pericoloso per bici e motorini.
L'idea del Comune si concentra in particolare su via Torino, nella parte da piazza Duomo al Carrobbio, in via Correnti, corso di Porta Romana (da Lamarmora alla Porta), corso Lodi e via Bramante. Peccato che siamo a metà gennaio e del piano non si sia vista nemmeno l'ombra.