Oramai sembra valere tutto per il Pd. O almeno è così quando si tratta di eventi filo palestinesi o di candidare i bengalesi nelle proprie liste elettorali, come avvenuto a Venezia per le amministrative. Ma nonostante gli elettori dem abbiano espresso la loro contrarietà, non portando in Consiglio comunale nemmeno uno dei 7 esponenti della comunità islamica, continuano ad affiancare il nome del partito a cause quantomeno controverse. Tra queste rientra la figura di Marwan Barghuthi, detenuto in Israele dal 2002 con l'accusa di aver guidato e diretto gruppi armati durante la Seconda Intifada. Nel 2004 è stato condannato da un tribunale israeliano a cinque ergastoli e 40 anni di carcere per il suo presunto coinvolgimento e ruolo in 37 attentati e omicidi.
Ma ciò nonostante viene considerato un martire dalla sinistra italiana, tanto da conferirgli la cittadinanza onoraria da parte di 7 comuni toscani. E, infatti, hanno partecipato a un evento in Toscana con Arab Barghuthi, figlio del leader palestinese Marwan, che sabato mattina è intervenuto al Mandela Forum di Firenze, dove si è svolta un'iniziativa della campagna internazionale per chiedere la liberazione del padre, chiamato addirittura il «Mandela palestinese».
Immancabile la presenza della Cgil: «Quello che vogliamo tutti noi è una Palestina libera, in sicurezza e in pace, per questo eravamo al Mandela», scrivono riportando anche le parole di Arab secondo cui «mio padre è una minaccia per Israele perché rappresenta la speranza. Mio padre non è mai stato una minaccia per la sicurezza pubblica». Un palestinese, infatti, secondo una certa narrazione, non può essere detenuto perché innocente a priori. Perché qualunque prova, anche la più schiacciante, se proveniente dallo Stato di Tel Aviv è frutto di quella che loro definiscono «entità genocida».
In prima fila infatti c'era Arci Firenze, il Governatore toscano Eugeni Giani, la sua vice Mia Diop, la presidente di Assopace Palestina Luisa Morgantini (da sempre solidale a Mohammad Hannoun, oggi in carcere in Italia con l'accusa di terrorismo), la deputata dem Laura Boldrini e il suo compagno di partito Arturo Scotto, che sui social rivendicano fieramente la loro presenza. Secondo Scotto Marwan è addirittura «la figura che può riunificare i palestinesi e ricostruire il percorso per un nuovo negoziato. Il primo giorno di pace sarà l'ultimo di occupazione. Al PalaMandela a Firenze c'erano tantissimi sindaci e la regione Toscana per conferirgli la cittadinanza onoraria», scrive Scotto.
A ritirare la pergamena per conto del padre, in modo simbolico, è stato il figlio, tra discorsi in onore del «martire», cartelloni con la scritta «Free Marwan» e i diversi sindaci toscani muniti persino di fascia tricolore.
Ma non finisce qui, perché c'è stato anche il momento per la raccolta fondi rilanciato dall'Anpi: «12:30 Pranzo popolare di raccolta fondi, offerta minima 20 euro», si legge sul loro sito.
E ancora: «Tutto il ricavato andrà a sostenere la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghuthi e di tutti i prigionieri palestinesi. Barghuthi è una delle figure più rappresentative della resistenza palestinese».
Viene descritto come un uomo «rapito» dall'esercito israeliano: che idea può farsi un cittadino qualunque a cui non viene minimamente spiegato quali sono i capi di imputazione a suo carico? E, soprattutto, rientra nelle competenze dei comuni affiancarsi e sponsorizzare indirettamente raccolte fondi per un soggetto condannato all'ergastolo dall'unico Paese democratico che c'è in Medioriente?