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I pro Pal minacciano: "Fuori i pennivendoli dal corteo"

La manifestazione di Milano esalta i filo-Hamas e cerca di intimidire i cronisti

I pro Pal minacciano: "Fuori i pennivendoli dal corteo"
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«Attenzione e fatevi furbi con i giornalisti pennivendoli che si infilano nel corteo». È questo l’annuncio fatto al megafono durante il corteo dei pro Pal di Milano che si è concluso in piazza della Scala con l’ennesima richiesta di scarcerazione per Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia in carcere con l’accusa di essere un esponente di spicco della frangia italiana di Hamas. «Siamo fieri di te», hanno ripetuto gli speaker più volte cercando e trovando l’applauso dei manifestanti per tutta la durata del corteo. Dalle loro parole e dai loro annunci emerge ancora una volta il tentativo di «silenziare» i giornalisti che raccontano le manifestazioni della Palestina, soprattutto quelli che rappresentano una voce critica sul movimento e che per questa ragione sono sgraditi.
Solo una settimana fa la giornalista del Giornale, Giulia Sorrentino, è stata aggredita e cacciata dai pro Pal durante la manifestazione di Milano, oltre a essere stata insultata, perché da tempo si occupa di documentare aspetti poco noti e controversi della galassia pro Palestina in Italia.
I tentativi di intimidazione puntano a mettere il «bavaglio» ai giornalisti per impedire loro di svolgere il proprio lavoro, di parlare e di rivelare quello che i movimenti pro Palestina vorrebbero tenere nascosto. È in questa cornice che si inserisce anche l’aggiunta della stessa Sorrentino nell’elenco dei «Sionisti presenti nel sistema mass-mediatico e culturale italiano particolarmente attivi nel sostegno alle iniziative dello Stato sionista d’Israele o suoi promotori in Italia». Una vera e propria «lista di proscrizione» compilata dal (nuovo) Partito Comunista Italiano, che espone giornalisti, ma anche politici e protagonisti della cultura e della società civile, che non sono allineati nella narrazione anti-israeliana e che per questo vengono definiti «agenti sionisti». È un metodo noto e rodato fin dai tempi delle Brigate Rosse quello delle liste di proscrizione contro quelli che venivano considerati traditori o infedeli, che pone simbolicamente un mirino su questi soggetti, esponendoli a potenziali attacchi e violenze.
La violenza dei proPal è diventata una costante nel nostro Paese, in tutte le sue forme.

Nella giornata di ieri alcuni militanti hanno bloccato l'accesso ai padiglioni del «VicenzaOro» da un accesso con un cavo in acciaio e filo spinato, simulando un «check point» israeliano e sono state bloccate le partenze delle navette di collegamento con la Fiera per protestare contro la presenza di espositori di tutto il mondo che hanno rapporti commerciali con Israele.

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