Ci mancava solo Ilaria Salis. Il volto di Avs si unisce alla campagna “Pro Hannoun”, il giordano filo Hamas al centro della maxi inchiesta sulla cupola di Hamas in Italia, oggi in carcere con altri 8 sodali con l’accusa di aver finanziato l’organizzazione terroristica. A difenderlo nei giorni scorsi era stato Alaeddine Kaabouri, dal 2022 consigliere comunale di maggioranza a Thiene nel Vicentino, con delega del sindaco Gianantonio Michelusi a Politiche giovanili, dell’integrazione e agricole: "Io, Alaeddine Kaabouri, sto con Mohammad Hannoun e con tutte le persone arrestate il 27 dicembre in una nuova azione repressiva condotta da polizia e guardia di finanza sotto la regia del governo Meloni e del ministro Piantedosi", aveva scritto in un post su Facebook.
Un episodio da cui il sindaco aveva preso le distanze firmando il provvedimento di revoca delle deleghe. Ma secondo Ilaria Salis si tratta di “una violenta campagna d’odio. Il Sindaco, anziché difendere un membro della propria giunta da diffamazioni e perfino minacce, ha deciso di revocagli le deleghe, piegandosi così alle pressioni della destra razzista”.
Per questo lei chiede un passo indietro e rilancia addirittura una petizione in sostegno di Alaeddine Kaabouri. Quindi è lecito difendere un soggetto accusato di finanziare Hamas con associazioni caritatevoli?