Giorgio Battisti è un veterano degli alpini. Generale in congedo sfilerà a Genova e non ha peli sulla lingua.
Per la prima volta nella storia delle adunate sono stati vietati i muli. Cosa succede?
«È un'esplosione di attacchi preventivi contro l'adunata con delle motivazioni assurde. Ho letto di volantini distribuiti anche nelle scuole superiori che bollano gli alpini come assassini. Oppure vengono tacciati di essere molestatori. C'è un disegno che mira a colpire gli alpini, da parte di una certa frangia estremista».
Gli alpini sono tutti bravi ragazzi?
«In una massa di 300-400mila persone, come in tutte le grandi manifestazioni, può esserci un esiguo numero di chi si comporta male, che alza troppo il gomito. Però la grande massa degli alpini è corretta, educata e rispetta le città che li ospita».
Le fanno impressione i volantini sulle penne nere assassine?
«Gli alpini sono sempre stati protagonisti nelle missioni all'estero, come l'Afghanistan. Non certo come assassini, ma per creare una cornice di sicurezza per le popolazioni locali. Basta sentire le migliaia di afghani che abbiamo portato in salvo dopo il ritorno dei talebani a Kabul nel 2021. Per non parlare delle tante volte che gli alpini son stati presenti per aiutare nelle varie calamità e la popolazione genovese dovrebbe saperlo».
Ci sarà un'escalation nei prossimi giorni?
«L'obiettivo di queste frange è rompere la serenità, la festa popolare che ogni anno contraddistingue le adunate. Ricordo che a Vicenza c'erano degli attivisti che cercavano volutamente di provocare una reazione degli alpini con lancio di barattoli e insulti».
Le ultrà femministe hanno stilato un manuale per difendersi da ipotetiche molestie.
«Pensare che siamo dei molestatori seriali è un'offesa agli alpini che rappresentano un grande specchio dell'Italia. Per di più ho fornito il fischietto e lo spray al peperoncino a mia figlia ventenne senza temere gli alpini. In tutte le città c'è il rischio di aggressioni e per questo spero che il loro vademecum venga distribuito a tutte le ragazze d'Italia e non solo per i tre giorni di adunata».
Il sindaco di Genova ha un ruolo ambiguo in queste vicenda?
«Venti giorni fa ha dato un
bellissimo benvenuto agli alpini in tv e adesso, forse, deve tenere conto di alcune componenti politiche. Ognuno di noi e pure io che sarò a Genova paga di tasca propria vitto e alloggio. Un'ottima ricaduta anche economica».