Internazionalismo e antifascismo militante: la solita solfa degli studenti rossi

C'è tutta l'ideologia comunista del Novecento nei manifesti degi studenti di Cambiare rotta, che provano a riportate in Italia la lotta di strada come negli anni Settanta

Internazionalismo e antifascismo militante: la solita solfa degli studenti rossi
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Le organizzazioni studentesche di stampo comunista, come si definiscono loro stessi, quali Cambiare rotta e Osa non si nascondono più e facendo proprie le ideologie dei primi del Novecento inneggiano alla lotta e cercano di fare proselitismo tra i più giovani. L'internazionalismo è il principio fondante della maggior parte delle loro azioni ed è anche uno dei temi principali dell'opuscolo che Cambiare rotta presenterà mercoledì 24 aprile all'interno dell'università Bicocca di Milano, con un evento pubblicizzato ampiamente sui social. È stata concessa all'organizzazione, animatrice della maggior parte delle manifestazioni sfociate in violenza in tutta Italia, un'aula nella quale presenzierà anche la Rete dei Comunisti, per promuovere l'opuscolo "Lotteremo da una generazione all'altra! Le lezioni del movimento organizzato contro la guerra in Vietnam negli Usa all'attuale opposizione alla guerra".

Da tempo si sostiene che dietro questi giovani e giovanissimi, visto che si tratta di organizzazioni che raggruppano i collettivi e gli autonomi tra gli studenti medi e universitari, ci siano personaggi ben più adulti, con alle spalle l'esperienza degli anni Sessanta e Settanta. Questo evento ne è una ulteriore conferma e avvalla le preoccupazioni di quanti temono che si stia cercando di riportare l'Italia ai suoi anni più bui dal dopoguerra. Nel presentare l'evento, da Cambiare rotta sostengono che "l'intenazionalismo sia un'arma ed un terreno di sviluppo della conflittualità interna ai singoli Paesi. Raccogliamo quindi le importanti lezioni degli anni '50 e '60 in seno alla balena imperialista per la costruzione di un movimento davvero rivoluzionario". Termini e registri di un passato che l'Italia credeva di essersi messa alle spalle tornano prepotentemente in bocca a ragazzi che ne raccolgono l'eredità e che disconoscono completamente i fondamenti principali della democrazia nelle società civili.

Imparando dalle dittature del Novecento, soprattutto da quelle rosse guidate da Iosif Stalin e Vladimir Lenin, gli studenti comunisti di Cambiare rotta si stanno presentando alle elezioni studentesche dell'università Statale di Milano con un manifesto anti-democratico. In questo, testualmente, dichiarano di voler "l'estromissione dalla politica universitaria di tutte le liste e organizzazioni neofasciste". Ma chi sono i "neofascisti"? Sono semplicemente tutti quelli che la pensano diversamente da loro e che si trovano politicamente schierati a destra. Dovrebbe destare qualche perplessità e preoccupazione che degli studenti ambiscano a uccidere completamente il dialogo e il pluralismo in nome del pensiero unico.

Ma, soprattutto, dovrebbe allarmare che quel pluralismo che ancora resiste loro siano pronti a combatterlo, chiedendo il "rilancio dell'antifascismo militante per un'università realmente antifascista".

Chi, dopo gli assalti de La Sapienza, ha taciuto davanti alle violenze contro la polizia solo perché dalle istituzioni è arrivato un "no" alle pretese degli studenti, dovrebbe fermarsi a ragionare sulla deriva che i loro protetti stanno assumendo nell'ultimo periodo.

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