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Iran, sinistra all'attacco. Schlein: "'Amica" di Trump ma non sapeva niente"

La leader Pd critica l'asse con Washington. E Bonelli parla di "umiliazione"

Iran, sinistra all'attacco. Schlein: "'Amica" di Trump ma non sapeva niente"

Alta tensione in Medio Oriente ma a Roma il copione è sempre lo stesso: la sinistra subito pronta a trasformare la crisi internazionale nell’ennesimo atto d’accusa contro il governo. Dopo i raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, l’uccisione di Khamenei e la risposta militare del regime verso diversi Paesi del Golfo, il Partito Democratico (ma non solo) ha deciso di puntare il dito soprattutto contro Palazzo Chigi.

La segretaria dem Elly Schlein ha firmato una lunga nota per attaccare Giorgia Meloni, aprendo con l’allarme per i connazionali rimasti bloccati nell’area: "Continuiamo a seguire con preoccupazione e angoscia la drammatica escalation in Medio Oriente, in cui sono rimasti bloccati anche molti cittadini italiani per cui siamo in apprensione. Il governo italiano si impegni con ogni sforzo per la de-escalation, per fermare gli attacchi e per riportare al più presto i nostri connazionali a casa e al sicuro".

Schlein non ha utilizzato mezzi termini nei confronti del leader iraniano: "Khamenei era un dittatore sanguinario di cui non sentiremo la mancanza". Ma, subito dopo, ecco la condanna delle operazioni militari occidentali: "Sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale. Siamo tutti convinti che il regime teocratico dell'Iran non possa sviluppare un'arma nucleare, ma il modo per impedirlo non sono i bombardamenti e la guerra, è la via negoziale e diplomatica".

Nel mirino è finito anche il presidente americano Donald Trump: "Trump solo qualche giorno fa convocava il Board of Peace con cui intende sostituire l'Onu e poi decide da solo insieme a Netanyahu dove e come colpire. Diceva che avrebbe messo fine ai conflitti, e invece produce caos e apre la strada a una pericolosa spirale di guerra dai risvolti imprevedibili su tutta la regione e anche sulla fragile tregua a Gaza". Ma il bersaglio politico più evidente resta il governo italiano. Secondo la leader dem, "il governo italiano non può rimanere schiacciato sull'amministrazione Usa, o danneggerà irreparabilmente il ruolo diplomatico che l'Italia ha sempre svolto e visto riconosciuto da tutti gli attori nella regione". Ed ecco l’affondo diretto contro il primo ministro Meloni: "Meloni non interviene, eppure l'amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell'attacco, tanto da avere il nostro ministro della Difesa bloccato a Dubai". Il riferimento è a Guido Crosetto, rimasto negli Emirati mentre si consumava l’azione militare.

Schlein ha poi rivendicato la linea del Pd contro Teheran: "Noi siamo stati nelle piazze contro il regime teocratico e liberticida di Teheran, contro la repressione brutale che ha visto il massacro di decine di migliaia di manifestanti, abbiamo chiesto di inasprire le sanzioni e di isolare il regime con ogni sforzo diplomatico della comunità internazionale. Che ora deve impegnarsi per una transizione democratica e pacifica in Iran, di cui dev'essere protagonista il popolo iraniano che ha lottato per la libertà e la democrazia". E ancora: "Chiediamo al governo di fare tutto il possibile per la sicurezza e il rientro celere dei nostri connazionali bloccati nell'area e di adoperarsi in tutte le sedi multilaterali per il cessate il fuoco immediato, per riprendere il percorso diplomatico e scongiurare un allargamento della guerra dalle conseguenze incalcolabili".

Se il Pd attacca, alla sua sinistra il tono si fa ancora più duro. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, è categorico: "Il bombardamento dell'Iran da parte di Trump e Netanyahu apre la porta ad una guerra regionale dalle conseguenze imprevedibili. La morte di Khamenei, un dittatore teocratico, non necessariamente porterà alla democrazia. Invece c'è un'urgenza di portare democrazia e difesa dei diritti umani là dove ci sono teocrazia e dittature, ma il tema è: la democrazia può essere portata con le bombe o con la guerra? Ricordiamoci quello che è accaduto in Libia, quello che è accaduto in Afghanistan, in Siria, in Iraq, abbattuti i dittatori la guerra ha portato vittime, instabilità e nuove oppressioni".

Poi l’attacco frontale: "Con la sua forza militare Trump vuole solo controllare i giacimenti di petrolio ed insieme a Putin e Netanyahu hanno demolito l'ONU e il diritto internazionale per alimentare la guerra e il dominio del mondo con la forza militare". Fino alla stoccata finale contro Palazzo Chigi: "Dobbiamo lavorare per la ricostruzione di una politica del diritto internazionale dell'ONU, totalmente demolita da chi oggi fa della guerra uno strumento per rafforzare i propri interessi economici. Non possiamo che constatare l'umiliazione che il governo Meloni ha subito da Trump, Italia uno dei pochi Paesi europei non avvisati dell'imminente attacco militare in Iran".

Nel pieno di una crisi che

rischia di incendiare l’intera regione, la sinistra ha scelto di concentrare il fuoco sul governo. E lo scontro interno, ancora una volta, corre parallelo alle tensioni internazionali. Con buona pace del buonsenso.

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