Lasciateci votare in pace

Tutti s'interessano della politica italiana e consigliano gli elettori su come comportarsi nella cabina elettorale. Ma decidono solo i cittadini (italiani)

Va bene tutto. Hanno messo Berlusconi nel water (Suddeutsche Zeitung), lo hanno fasciato come una mummia (Liberation), hanno detto che il suo ritorno è l'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno (Times) e che sarebbe come un colpo di rivoltella in testa (Guardian). Solo per citarne alcuni. Ma sono giornalisti e fanno il loro mestiere. Anche se probabilmente non hanno neppure dato una sbirciata ai sondaggi che circolano su giornali, siti e televisioni italiane. Il problema è di chi li legge e li interpreta come testi sacri, vittima del solito (come direbbero loro) inferority complex. Poi ci si sono messi i politici, il "kapò" Schulz, il ministro Moscovici e il presidente Hollande. E oggi ha parlato anche Berlino, per bocca del ministro degli esteri Guido Westerwelle, che ha intimato di non fare una campagna elettorale populista contro la Germania.

Insomma la Merkel vota Monti. Nessuna novità, nessuna sorpresa. Ma per fortuna la Merkel non è iscritta alle liste elettorali italiane.

E forse bisognerebbe ricordarle che l'Italia non è una colonia, ma un Paese che ha la sua sovranità e che può, e sa, scegliere in autonomia. Berlino non è la bambinaia di nessuno. Il dito davanti alla bocca che impone il silenzio a tutta la cagnara internazionale è solo uno: le urne. Ci lascino votare in pace.

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