Non c'è tanto da meravigliarsi se un partito che scende in piazza a difendere un dittatore sanguinario come Nicolás Maduro, proponga nel suo Paese le liste di proscrizione per i giornalisti. Secondo un sillogismo rovescio, che farebbe impallidire Aristotele, se tu sei un cronista e fai un'inchiesta che non piace a Report, il programma cult di RaiTre condotto dal collega Sigfrido Ranucci, la Rai deve censurarti perché il servizio pubblico è solo quello che decidono il Movimento 5 stelle e i giornalisti amici loro. Una specie di Editto
Venezuelano. E così i Cinque Stelle in commissione di vigilanza hanno chiesto di sospendere me dalla Rai perché dirigo il Giornale, autore di una inchiesta su cui non è arrivata una riga di smentita. Nemmeno dallo stesso consulente di Report Gian Gaetano Bellavia che abbiamo intervistato, per diritto di replica, come si faceva una volta. Ma Giuseppe Conte non deve aver letto quella nota, visto che in serata ha difeso la libertà di stampa riferendosi all'altro grave atto di censura contro il Giornale. La collega Giulia Sorrentino
è stata dileggiata al grido di «sionista» e riempita di insulti dai soliti teppisti dei centri sociali (andassero a lavorare) solo perché faceva il
suo lavoro di cronista. Ma questo lavoro a sinistra non piace. E quindi va vietato. Come a Caracas e Gaza. Ringrazio quindi Conte per la solidarietà, ma lo invito a inviare la nota stampa anche ai suoi deputati e senatori.