Leo Gassmann censurato alla Sapienza. Il figlio di Alessandro e nipote del più noto Vittorio Gassmann, vincitore nel 2020 di Sanremo Giovani, non ha potuto suonare presso l’Università La Sapienza di Roma perché i soliti antagonisti di sinistra hanno boicottato la sua esibizione in quanto nata da un invito di Azione Universitaria, l’organizzazione degli studenti universitari di Fratelli d’Italia.
L’evento era previsto per mercoledì pomeriggio quando Gasmann avrebbe dovuto suonare nel piazzale della Minevra di fronte al rettorato, ma sui social è partito il linciaggio mediatico. “Leo Gassmann fascio”. “E mo’ chi glielo dice al padre che questo va agli eventi con Azione Universitaria?”, “Che vergogna. E poi fa il queerbaiter (marketing legato al mondo Lgbt, ndr)”, sono stati i commenti più teneri.
Inizialmente, Gassmann, su Instagram, aveva detto: “Chiarisco questa cosa perché mi avete scritto ed evidentemente non è chiaro. Il 13 maggio suonerò alla Sapienza a Roma. Oltre a suonare nei club stiamo portando la musica anche nelle piazze e nelle università perché credo che sia un buon modo per conoscersi e volersi bene”. E ancora: “Non ci sarà, come non ci è mai stato in questo tour, nessuno stand politico, né di destra né di sinistra. Il concerto è aperto a tutti gli studenti e anche a chi viene da fuori”. E, infine, una richiesta: “Per favore - aveva concluso il giovane Gassmann - non mettetemi al centro delle vostre guerre politiche perché non mi appartengono. Starò sempre dalla parte della libertà, dell’amore e di chi ha più bisogno”.
Soltanto due ore dopo è arrivato il dietrofront:”Dopo essermi informato dai canali ufficiali della Sapienza, abbiamo deciso di annullare l’evento del 13 maggio”. Gassmann jr conclude: “Volevo solo fare una schitarrata come ho fatto nelle altre università in giro per l’Italia! Non avrei mai immaginato di finire al centro di un dibattito politico. Evidentemente a Roma non è così facile. Un po’ mi dispiace”.
Da Azione Universitaria, infine, arriva la presa d’atto: “Con immenso dispiacere comunichiamo che l’evento del 13 maggio è rinviato per “motivi organizzativi” da noi indipendenti e che non ci sono stati ancora chiariti. Esprimiamo la nostra solidarietà all’artista, bersaglio di numerosi insulti e critiche”, si legge in un comunicato. Gli studenti vicini a Fratelli d’Italia concludono: “Riteniamo, tuttavia, che in un’università dove è permesso occupare aule abusivamente, dove è permesso vandalizzare le infrastrutture, eventi come questo siano linfa vitale per la comunità studentesca e non un problema. Forse è necessario fare una riflessione su quali siano le priorità di questa università”.
“Un plauso all’artista Leo Gassmann, un giovane emergente ed una promessa nel mondo artistico a tutto tondo, per aver accettato l’invito di Azione Universitaria di suonare nell’ateneo della Sapienza”, dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli. “L’arte in ogni sua forma dovrebbe essere sempre libera e comunque uno strumento potente di unione e di pace”, sottolinea la senatrice meloniana commentando la cancellazione dell’evento. Spinelli punta il dito verso “chi dice di essere a difesa della libertà”, ma “in realtà ha riempito di insulti e di fango un giovane artista diventato bersaglio per chi fa politica nei banchi universitari”. E ancora: “Chi fa della differenza ideologica uno strumento di violenza tra schieramenti all’interno di un luogo pubblico che è la scuola non merita considerazione”. Spinelli aggiunge: “Da mamma e da donna delle istituzioni rimango basita e perplessa, anche se alla Sapienza abbiamo già una lunga lista di persone a cui non è stato garantito di entrare, sentire nel 2026 che ci sono ragazzi giovani che ostacolano un giovane musicista suona davvero male”. La senatrice si rivolge, dunque, a quei ragazzi chiedendo loro “un sussulto di umanità” e di “combattere le idee ma senza prevaricare sugli altri”. Secondo Spinelli, “la libertà non è un idioma, non è un'utopia ma va costruita nel rispetto reciproco”. La parlamentare di Fratelli d’Italia, poi, conclude: “Smettiamola di dare cattivi esempi perché la scuola è altro e soprattutto perché noi di un’altra generazione abbiamo fiducia nei giovani senza distinzione alcuna”.
L'università Sapienza precisa poi che "nessuna richiesta di utilizzo degli spazi universitari relativa all’iniziativa in questione risultava pervenuta all’Ateneo secondo le procedure previste dai regolamenti vigenti, né in altra forma". "L’Università è venuta a conoscenza dell’evento esclusivamente attraverso comunicazioni diffuse sui social network da parte di un’associazione studentesca, senza che fosse stata avviata alcuna interlocuzione preventiva con gli uffici competenti", spiegano, "Tenuto conto delle attività organizzative e logistiche straordinarie attualmente in corso presso la Città universitaria, necessarie a garantire piena accessibilità, sicurezza e corretta gestione degli spazi in vista della visita di Sua Santità Papa Leone XIV, prevista per il prossimo 14 maggio, l’Ateneo ha avviato un confronto con l’artista interessato e con il suo staff al fine di individuare una diversa modalità di gestione dell’iniziativa. Analoga rimodulazione ha riguardato anche altre attività già autorizzate e programmate negli spazi interessati dagli allestimenti connessi alla visita del Santo Padre: iniziative che, in conformità ai regolamenti di Ateneo, erano state previamente comunicate agli uffici competenti e per le quali è stato possibile concordare con gli organizzatori soluzioni alternative o rinvii. Attribuire all’Università intenti censorî o motivazioni di natura ideologica non corrisponde pertanto ai fatti.
Come avviene ordinariamente per tutte le attività promosse negli spazi universitari, l’Ateneo svolge attività di monitoraggio e provvede, ove necessario, anche alle puntuali comunicazioni e segnalazioni previste nei confronti delle autorità competenti, nell’ambito delle responsabilità connesse alla gestione di una grande istituzione pubblica".