L'Europa dà lezioni di sesso: a tre anni il gioco del dottore

Le linee guida dell'Oms per l'educazione "all'affettività" dei bambini: masturbazione e omosessualità da spiegare prima dei 6 anni d'età

L'Europa dà lezioni di sesso: a tre anni il gioco del dottore

All'uscita di un asilo (età media tre-cinque anni): «Mamma oggi in classe la maestra ci insegnato il gioco del dottore tra maschi e femmine!». O anche: «Papà sai cos'è la masturbazione? Ne abbiamo parlato con la maestra ma non ho capito niente!». Di fronte a esclamazioni di questo tenore, genitori non distratti chiamano direttamente i carabinieri, oppure la direttrice dell'asilo, non certo l'insegnante che potrebbe essere già sospettata di comportamenti ambigui se non vogliamo definirli pedofili. Esagerazioni? Forse, ma potrebbero sorgere migliaia di equivoci se i nostri educatori attingeranno alle istruzioni dell'Organizzazione mondiale della sanità in fatto di educazione sessuale. E il rischio non è così peregrino perché il governo ha stanziato ben dieci milioni di euro per «aumento delle competenze relative all'educazione all'affettività».

Dunque, da qualche parte i nostri maestri e professori dovranno pur studiare per saper «maneggiare» l'argomento sesso con le dovute precauzioni. E guarda caso, l'Oms ci ha messo lo zampino. Oseremmo dire in modo maldestro. Ma andiamo con ordine affinché ognuno possa arrivare alle proprie conclusioni di testa sua. Il testo da consultare si chiama «Standard di educazione sessuale in Europa», si trova tradotto in italiano su internet ed è una guida per i governi, sviluppata dall'ufficio europeo dell'Oms, in collaborazione con l'agenzia governativa tedesca per l'educazione sanitaria. L'argomento sesso e affettività è racchiuso in 63 pagine: dopo l'impostazione generale di stampo olistico scritta da un gruppo di sessuologi e ginecologi di diverse nazionalità europee (nessuno italiano, però!), arrivano gli schemi dove si illustra come l'educazione sessuale vada impostata e insegnata ai bambini nelle diverse fasce d'età: dagli 0 ai 4 anni, dai 4 ai 6, dai 6 ai 9, dai 9 ai 12, dai 12 ai 15 e infine dai 15 in avanti. E qui le perplessità salgono a galla come l'olio nell'acqua.

Tra le informazioni che andrebbero date ai bambini tra gli 0 e i 4 anni si parte con il piede giusto: «corpi diversi e sessi diversi», «differenza tra sé e gli altri». Poi però si suggerisce di «mettere i bambini in grado di esprimere i propri bisogni, desideri e limiti con il gioco del dottore»; e di informare i pupi «sulla gioia e il piacere nel toccare il proprio corpo, spiegando la masturbazione infantile precoce». La fascia tra i quattro e sei anni sarebbe quella in cui vanno affrontate le «relazioni tra persone dello stesso sesso». Tra i sei e i nove anni i bambini sono pronti a capire «i diversi metodi contraccettivi» nonché «l'amicizia e l'amore verso le persone dello stesso sesso». Dopo i nove anni, gli esperti in miniatura del sesso devono essere in grado di «riconoscere i sintomi della gravidanza e le conseguenze del sesso non protetto».

Le tappe del percorso previste per i gruppi di età tra i 12 e i 15 anni sono ancora più laboriose. Innanzitutto vanno segnalati alle fanciulle «i loro diritti all'aborto». Ai maschietti si suggerisce «come procurarsi preservativi e contraccettivi nei contesti appropriati ed essere in grado di saperli usare». Obbligatorie le informazioni sulla fecondazione assistita, la maternità surrogata e siccome sono ormai grandi possono pure fare «coming out», cioè svelare la propria identità sessuale.

Un simile decalogo ha già sollevato un vespaio di polemiche. Nei giornaletti parrocchiali si commentano gli articoli abbozzati dai decani sul documento Oms, sul web associazioni cattoliche hanno già raccolto oltre undicimila firme per chiedere alla dottoressa Margaret Chan, direttore dell'Oms, di ritirare immediatamente il documento.
I Giuristi per la vita parlano di «aberrante contenuto, nefasto per la società e le generazioni più indifese». L'Osservatorio cardinale Van Thuan parla di «allarme educativo» e invita alla mobilitazione il mondo cattolico contro «l'ingresso massiccio dell'ideologia gender nelle scuole».

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