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"La lezione dei Giochi: lo sport è diritto. Il Comune deve riprendersi gli impianti"

Il presidente Alessandro Giungi: "Privatizzare? Non prevalga il business"

"La lezione dei Giochi: lo sport è diritto. Il Comune deve riprendersi gli impianti"
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Alessandro Giungi, presidente della Commissione comunale Olimpiadi e Paralimpiadi, non c'è il rischio che queste Paralimpiadi siano meno partecipate rispetto alle Olimpiadi?

«Come numero di atleti e di atlete, quindi anche poi di tifosi e di visitatori certamente, perché il numero di discipline e anche di squadre coinvolte è considerevolmente più basso».

Il viaggio della Fiamma paralimpica è stato a Milano praticamente inesistente, non ha attraversato la città per due giorni come ha fatto la fiamma olimpica.

«Certamente questo aspetto va modificato, anche se non è di competenza del Comune ma credo che le cerimonie e il viaggio della torcia, debbano essere uguali per i due eventi. Anche perché credo che le Olimpiadi abbiano avuto un grande successo a partire dall'arrivo della torcia. Ho visto i milanesi appassionarsi e comprendere che effettivamente erano arrivati i Giochi con i tedofori. Non solo, ricordo anche che c'è un movimento che chiede che le due manifestazioni si tengano nello stesso contesto, cosa su cui io concordo apienamente».

Non si terranno a Milano nè la cerimonia di apertura nè quella di chiusura

«A me è spaicuto molto anche se non è un tema di competenza comunale: Milano si era proposta per la chiusura prevedendo l'arrivo dei degli atleti in Piazza del Duomo».

Da presidente della Commissione olimpiadi e paralimpiadi, qual è stato il lavoro che avete portato avanti?

«Sopralluoghi sui siti olimpici e paralimpici, ma sopratttto abbiamo ottenuto che venisse realizzato, su richiesta di Open Olympics, 30 associazioni con capofila Libera, il primo portale dinamico dei Giochi dove è possibile vedere sulla mappa tutte le venue, i lavori necessarie , i subappalti e l'entità del lavoro medesimo. La Francia lo prnderà come modello per i prossimi Giochi invernali, perchè è la prima volta in assoluto che viene realizzato».

Una delle legacy delle Paralimpiadi è il tema dell'accessibilità dei trasporti...

«Sicuramente, anche se credo che sia poco visibile: parloa della realizzazione degli ascensori per le metro. Altro elemento importante sarebbe riuscire a tenere le metro aperte nei week end fino alle 2 di notte».

La legacy vera e prorpia delle Paralimpiadi?

«Penso che dobbiamo il più possibile arrivare a un momento di riflessione sul ruolo del pubblico in ambito sportivo».

Cioè?

«Se continuiamo a pensare che il partenariato pubblico- privato sia la soluzione per i nuovi bandi sbagliamo perché andremo certamente ad agevolare le grandi società».

Lo sport dovrebbe essere un diritto garantito a tutti, cosa che attualmente non è perché non è accessibile.

«Esattamente anche di tariffazione e soprattutto di spazi. Per esempio sto facendo una battaglia sulla salvaguardia dei campi da calcio a 11 nella nostra città, a fornte di una domanda crescente da parte sorattutto dle calcio femminile. Credo in sostanza che i grandi centri sportivi, come il XXV Aprile dovrebbero diventare di proprietà di Milano Sport, come abbiamo fatto con i mercati coperti per Sogemi.

Milanosport in sostanza dovrebbe acquisire i grandi centri sportivi con una politica che deve essere della massima attenzione, nei requisiti, non a quelli economici, quanto della attività precedentemente svolta, dell'impegno nel sociale,della parità di genere, se vengono coinvolti anche sportivi disabili, cioè tutta una serie di parametri che devono prevalere sulla sulla proposta economica. Così come ho sempre criticato la privatizzazione del Lido, che per altro, dopo 7 anni, è ancora chiuso».

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