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Un linguaggio che lascia stupiti: chi invecchia non è un parassita

Giannini parte per la tangente di un'invettiva contro i vecchi, quelli che sono inutili alla produzione

Un linguaggio che lascia stupiti: chi invecchia non è un parassita
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In un altro articolo del Giornale si dà notizia che a Massimo Giannini (e per favore, non insistete) il governo di Giorgia Meloni gli fa schifo oggi, gli faceva schifo ieri e figuriamoci domani. È il bello della libertà e del Free Speech: ti alzi e dici quel che pensi. Tutti già sanno che cosa pensi e che pensano anche loro e ti applaudono da spellarsi le mani. L'argomento monotematico era il record di longevità e governo e il gioco consisteva nel ripetere che un buon governo, affinché sia davvero un buon governo, non basta che duri, ma che faccia anche le cose che piacciono a coloro che odiano il governo.

Sì, stiamo ancora dicendo cose banali in Italia e scandalose nei Paesi di democrazia occidentale, ma adesso arriva il meglio: Giannini, esaurito l'unico fatto non controverso, e cioè che a lui la Meloni non piace, ha cercato di rafforzare plasticamente: che altro aggiungere? Ed ecco che senza quasi accorgersene Giannini parte per la tangente di un'invettiva contro i vecchi, quelli che sono inutili alla produzione. Coloro che in un modo o nell'altro hanno campato troppo, non sono più nel pieno possesso delle loro abilità e insomma hanno campato troppo. Giannini argomenta davanti alle plebi: «Che cos'è un governo?», domanda. E si risponde che un governo è come un essere umano, che se però mangia a sbafo, non produce, si ammala, invecchia e fa la muffa a Montecitorio, non è più un uomo ma un Untermensch, un sotto-uomo, o sotto-donna e quindi un parassita. Non è l'idea dio ci scampi ma il linguaggio che lascia stupiti.

Un governo che campa molto è, sia detto fuori le righe, un peso per la collettività. Non dà i brividi? Handicappati, vecchi, nullafacenti, persino un governo della Repubblica che a lui sta, e sempre starebbe sulle palle sono pesi e parassiti (è questo lo schema) e tutti coloro che vantano una longevità immeritata e fanno attendere il becchino. Dopo quasi settanta anni l'Italia ha appena cominciato a liberarsi dal vezzo di usare come esempi i malati, i vecchi, gli storpi come metafore della sconfitta. Non è grave quel che Giannini pensa della Meloni (né difficile da prevedere) sconfitta e disfatta, insomma i portatori di handicap in sedia a rotelle e insomma i disabili.

Tutto sprecato per Giannini che se vuole spiegare con parole sue che il governo Meloni, avendo perso il referendum è vivo come un malato terminale. E sceglie le sue popolari analogie da un lessico più vicino alla purezza della razza che alla onorabilità delle idee.

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