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L'SOS di Sala a Milano: attenzione la destra può vincere

«A Milano la partita è aperta, il centrodestra certamente se la gioca». Parola del sindaco Beppe Sala, che suona il campanello d’allarme al Pd

L'SOS di Sala a Milano: attenzione la destra può vincere
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«A Milano la partita è aperta, il centrodestra certamente se la gioca». Parola del sindaco Beppe Sala, che suona il campanello d’allarme al Pd. Tutto dipenderà dai nomi in campo nel 2027. Perché è vero che, Referendum sulla Giustizia a parte, «negli ultimi dieci anni in città il centrosinistra ha sempre vinto, dalle Politiche alle Europee, quindi parte sicuramente in vantaggio» ma «quando si vota per il sindaco la gente vuole sentirsi rassicurata che chi si siede su questa scomoda poltrona abbia voglia di lavorare e resistere. Quindi la partita è aperta come sempre». Ricorda che nel 2016 quando si candidò la prima volta (e sull’onda del successo di Expo 2015) al primo turno vinse «solo di un punto» contro il manager Stefano Parisi, «era un avversario molto insidioso. Se il centrodestra non avesse litigato al suo interno nei 15 giorni prima del ballottaggio che sono fondamentali, non so come sarebbe finita».

Nel centrosinistra si scaldano la vicesindaco Pd Anna Scavuzzo, il capogruppo regionale dem Pierfrancesco Majorino, vicino a Schlein, il giornalista Mario Calabresi, l’assessore al Bilancio e fedelissimo di Sala Emmanuel Conte. Per il centrodestra è spuntato da area Lega il nome dell’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada ed è motivatissimo (anche se a parole nega) il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, sponsorizzato da FdI. Ieri, all’evento «Direzione Nord» ha raccolto l’assist di Sala: «L’ha capito anche lui che il centrosinistra perde. Il centrodestra può veramente tornare a governare Milano se si rimette in gioco e individua <CW3>un percorso serio e credibile». Prima di lui sul palco la senatrice Fi Licia Ronzulli ammette che Lupi «è un politico di lungo corso che ha avuto visione, perché non candidarlo?». Forza Italia da mesi sostiene che per vincere e allargare ad Azione e riformisti Pd serve un civico.

«Essere un bravo imprenditore non significa automaticamente essere un bravo amministratore» sostiene Ronzulli. Lupi si infila: «Mi fa piacere che finalmente anche da parte di Fi siano caduti i veti. Non c’è bisogno di fare gli X Factor, la politica deve tornare protagonista». Il segretario milanese della Lega Samuele Piscina, salviniano, frena: «Milano chiede una svolta, serve un nome nuovo, autorevole e trasversale. Lupi è figura di esperienza e un alleato di valore ma è evidente che ad oggi non è riuscito a compattare tutta la coalizione o sarebbe già stato incoronato.

Scegliamo presto una figura super partes. Spada? Nomi migliori finora non ne ho sentiti». E se Lupi sostiene che «inseguire Godot», leggi Azione, «fa male perché non arriva mai», Carlo Calenda ribatte che «Lupi sindaco non lo sosterremo mai».

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