M5S, Grillo usa la Shoah per attaccare Napolitano

Contro il comico insorge la comunità ebraica: "Profanazione criminale"

M5S, Grillo usa la Shoah per attaccare Napolitano

Parafrasando le parole di Primo Levi, Beppe Grillo adatta il titolo di Se questo è un uomo per ammonire gli elettori e attaccare pesantemente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi. Se questo è un Paese diventa così il titolo dell’intervento pubblicato sul blog del comico genovese. Il tutto "condito" da una foto ritoccata che ritrae il tragicamente famoso ingresso del campo di stermino di Auschwitz. Col violento monito "Arbeit macht frei", che in tedesco significa "il lavoro rende liberi", cambiato il "P2 macht frei". Un gioco di parole che non è affatto piaciuto al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna che ha parlato di "infamante provocazione".

Grillo esordisce con una sparata violentissima: "Voi che vi disinteressate della cosa pubblica come se vi fosse estranea e alla vita delle persone meno fortunate che vi circondano nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il telegiornale di regime caldo e visi di mafiosi e piduisti sullo schermo mentre mangiate insieme ai vostri figli che educate ad essere indifferenti e servi". E incalza: "Considerate se questo è un Paese che vive nel fango che non conosce pace ma mafia, in cui c’è chi lotta per mezzo pane e chi può evadere centinaia di milioni di gente che muore per un taglio ai suoi diritti civili, alla sanità, al lavoro, alla casa nell’indifferenza dell’informazione". E ancora: "Considerate se questo è un Paese nato dalle morti di Falcone e Borsellino dalla trattativa Stato mafia, schiavo della P2, comandato da un vecchio impaurito delle sue stesse azioni che ignora la Costituzione". E di nuovo: "Considerate se questo è un Paese consegnato da vent’anni a Dell’Utri e a Berlusconi e ai loro luridi alleati della sinistra". Nel violentissimo post il leader del Movimento 5 Stelle prende, in particolar modo, di petto Napolitano. E lo accusa di essere "un volgare mentitore assurto a leader da povero buffone di provincia".

La sparata è in vista delle europee. E, proprio in vista delle elezioni di fine maggio, Grillo invita gli italiani a meditare: "Per i vostri figli non ci sarà speranza per colpa della vostra ignavia, per aver rinnegato la vostra Patria vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi".

Il post ha subito suscitato l'indignazione bipartisan della politica che ha duramente condannato le parole di Grillo. "È un’oscenità sulla quale non è possibile tacer - ha tuonato Gattegna - si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l’Italia intera".

Grillo ha poi replicato alle critiche dal Palalottomatica di Roma: "Primo Levi scrive un libro straordinario, prendo una sua poesia per onorare uno scrittore come lui, uno che dice di non abbassare mai la testa e cosa succede? Si prendono questa roba per depistare l’attenzione dal contenuto".

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