Sul "caso Pucci", con il comico accusato dalla sinistra di fascismo e di sessismo, ieri è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, sottolineando la "spaventosa deriva illiberale" e ricordando che "la satira per loro è sacra solo quando è contro gli avversari".
"Non sopporto il doppiopesismo - sbotta la presidente del Consiglio -. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto".
Meloni ammette di non essere una fan del comico ("a stento sapevo chi fosse") e assicura di non sapere nemmeno che, nelle sue battute, Pucci abbia preso in giro anche la Schlein. Però, ricorda, quando certe battute irriverenti (per non dire irripetibili) le fanno su di lei, per la sinistra (ovviamente) va tutto bene. Si riferisce ad alcune vignette più che velenose pubblicate dal Fatto Quotidiano. Quella in cui lei è ritratta mentre lecca il lato B di Trump, quella in cui dichiara, mentre si piega in avanti, "Noi saremo vicini all’Ucraina a 360 gradi, ma ne bastano 90". E altre ancora. Meloni non chiede la censura per queste "carinerie", ma legittimamente si domanda: "Queste sono cose che disegnano o dicono su di me: questo si può fare? Parlano di sessismo e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?". Due pesi e due misure, quindi. Ed è questo, più di tutti, che indigna la premier.
Tornando ad Andrea Pucci e il caso che lo riguarda, Meloni non ha dubbi: "Io sono in generale per tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato". Senza distinzioni, che la satira venga da sinistra o da destra.
Quindi la stessa regola di buon senso, osserva la premier, sarebbe dovuta valere anche per Pucci: "Secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica.
Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato".E sui social tiene a precisare: "Noi, a differenza loro, non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico".