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“Mi devi spiegare perché questi messaggi”. E Giletti smaschera Ranucci sulle chat con Boccia

Il conduttore ha mostrato le chat tra il conduttore di Report e Maria Rosaria Boccia risalenti al 2024 in cui si parla di “lobby gay”, confermando quanto scritto dal Giornale

“Mi devi spiegare perché questi messaggi”. E Giletti smaschera Ranucci sulle chat con Boccia
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Massimo Giletti ha aperto il programma di oggi de “Lo stato delle cose” parlando delle chat di Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia che parlano di “giro gay”, non limitandosi a raccontare ma mostrando le conversazioni tra i due, dimostrando che, effettivamente, ci sono state. Giletti si rivolge direttamente a Ranucci, da giornalista a giornalista: sono entrambi volti della Rai ed entrambi esponenti di quel giornalismo d’inchiesta di cui il Paese ha bisogno. “Io non sono uno che dimentica quello che fai o hai fatto tu, perché quando ti hanno fatto l’attentato io sono venuto nella tua redazione per darvi solidarietà e ho voluto fare quell’intervista, mandare in onda quell’intervista, perché era importante per me”, ha dichiarato Giletti guardando in camera.

“Parliamo di libertà di informazione, fondamentale: anche se sei lontano mille miglia da me io difenderò sempre e tu hai sempre fatto così. E allora mi devi spiegare perché scrivi messaggi come questi. I messaggi intercorrono tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia”, prosegue Giletti, mostrando la chat di Whatsapp. Il primo è del giornalista a Boccia, datato 17 settembre 2024 alle ore 21.29.46: “Ho visto Cerno all’Aria che tira”. Il secondo arriva subito dopo, sempre da Ranucci, alle 21.30.01: “Quello è un altro del giro”. Quindi, il terzo messaggio alle 21.31.21: “Amico di Marco Mancini. Giro gay”. E infine l’ultimo messaggio della serie del giornalista alle 21.31.33: “Perivolosissimo”. Qui Ranucci da un refuso, la parola è evidentemente “pericolosissimo” ed è dopo questo messaggio che risponde Boccia alle 21.31.43: “Come Signirini”. Anche in questo caso si presenta un refuso che, a rigor di logica, richiama “Signorini”. La replica di Ranucci è lapidaria alle 21.31.49: “Sì”. Boccia prosegue alle 21.31.50: “E il signor B”. Quindi, chiude l’ultimo messaggio di Ranucci alle 21.32.01: “E Giletti”.

Non vengono mostrati altri messaggi e Giletti si dice “perplesso perché siamo giornalisti della stessa azienda, finire a parlare di questa roba è triste. Ma proprio perché so chi sei, perché conosco la tua storia, io non riconosco questa libertà di informazione in quello che hai scritto. Perché la libertà di informazione non è un venticello, non è una battuta, è qualcosa di molto più serio. Non è un gossip, ma è coraggio, è andare contro chi non vuole la trasparenza, è andare contro i palazzi anche se te la fanno pagare: questa è la libertà di informazione, batterti per chi non ce l’ha e la pensa lontano da te. E tu lo sai caro Sigfrido, sei il primo e io te l’ho sempre riconosciuto”. Giletti è incontenibile e non si ferma nella sua esternazione, che si percepisce essere dettata da una profonda delusione: “Ecco perché faccio fatica a non essere deluso da quello che leggo, ecco perché faccio fatica anche a pensare che mi hai mandato un messaggio dicendo che non è vero nulla. Io capisco, uno fa una telefonata e si dicono tante fesserie magari per convincere l’altra parte, io a questo ci sto: però qui non è una questione di sostantivi, lobby non lobby, gay non gay. È questione di sostanza e io qui la sostanza non la vedo: non vedo la sostanza di un combattente come ti definisci tu. Ora non sei solo tu l’unico giusto nel mondo, così come non lo sono io: abbiamo entrambi tanti difetti, però dividersi in un momento così difficile per il giornalismo perché avere la schiena dritta non è semplice e tu lo sai benissimo quanto sia difficile, permettimi che per me è una delusione umana profonda”. E Giletti conclude sottolineando che non gli interessa “del gay, dell’omosessuale: siamo nel 2026 e se c’è ancora qualcuno che si offende quando si usa la parola omosessuale… Ma la lobby no per esempio, perché lobby vuol dire potere e io quel potere l’ho sempre contrastato. Io comunque sono qua".

Prima della messa in onda, Ranucci ha scritto un messaggio, un post sui social approfittando dell'occasione anche per parlare del suo libro, in cui ha dichiarato di battersi “per la

libertà di stampa da una vita. Anche per i colleghi Giletti e Cerno. Io sono a Torino per rappresentare il mio ‘Diario di un Trapezista’ dove parlerò anche del loro amico Marco Mancini e del famoso incontro all'autogrill”.

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