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Il motore del Paese boccia il Pd: i dati che inchiodano la Schlein

Il nuovo segretario dem ottiene consensi tra i giovanissimi e gli over 65. Le ricette di ultra-sinistra non convincono invece i lavoratori: l'ampia fascia che muove il Paese sceglie il centrodestra. Ecco i dati

Il motore del Paese boccia il Pd: i dati che inchiodano la Schlein

Ecologismo ideologico, salario minimo, diritti arcobaleno, patrimoniale e migranti. Ne abbiamo dimenticata qualcuna? Le proposte di ultra-sinistra sostenute da Elly Schlein hanno spostato il Pd sul terreno del progressismo più radicale. Quello delle istanze identitarie e delle aperte ostilità contro il governo Meloni. La circostanza politica ha segnato un'emblematica frattura all'interno dell'elettorato. La linea militante del nuovo segretario Pd, infatti, incuriosisce soprattutto i giovanissimi e gli over 65, mentre i lavoratori e il ceto produttivo risultano decisamente più algidi. Distaccati dall'oltranzismo espresso dai cavalli di battaglia della nuova leader.

Il motore del Paese scettico sul nuovo Pd

Lo rivela un recente sondaggio realizzato da Euromedia Research di Alessandra Ghisleri per Porta a porta. Secondo le rilevazioni, il nuovo Pd guidato da Elly Schlein piace soprattutto agli under 24 (per il 25,6%) e tra gli over 65 (22,9%). Ovvero a quella porzione di società che può permettersi di sostenere le ricette ultra-progressiste senza preoccuparsi troppo del loro impatto sul Paese e l'economia. Il motore dell'Italia, costituito per l'appunto dalla classe lavoratrice, da giovani in carriera o da padri e madri di famiglia, ha invece voltato le spalle alla sinistra e risulta ancora orientato verso il progetto politico del centrodestra. Il che non è esattamente una buona notizia per la nuova leader dem e per le se legittime mire.

Fdi primo partito, Pd meglio dei 5s

Ancora una volta, stando ai sondaggi, la sinistra sta imboccando una strada lontana dalle esigenze del Paese reale, che come noto non ama le ideologie e chiede invece soluzioni concrete. E infatti il consenso nei confronti dei partiti di maggioranza è ancora solido: il partito del premier Meloni, Fratelli d'Italia, è sempre il primo del Paese con il 29.2%. E la coalizione di centrodestra (Fdi-Lega-Fi-Noi moderati) al momento è stimata al 45.6%, dei consensi. Con l'arrivo di Elly Schlein il Pd ha avuto sì un sussulto, attestandosi al 20.3%. Cattive notizie invece per i pentastellati, scesi di quasi due punti punti percetuali e franati dunque al 15% (in calo dell'1.9)%.

Il centrosinistra (Pd-Alleanza Verdi e Sinistra +Europa) si ferma solo al 25.1%, che diventerebbe un potenziale 40,1% nel caso di un'ipotetica alleanza con i Cinque Stelle. Nemmeno l'ammucchiata rossa basterebbe a fermare la corsa del centrodestra, al quale gli italiani continuano ad attribuire la maggioranza dei consensi.

Per i dem invece la situazione è in divenire: le prime mosse del nuovo segretario Schlein mostrano una marcata ostilità al governo ma creano anche diffidenze rispetto ai possibili effetti di certe politiche di sinistra. Dal salario minimo alla tassazione sui patrimoni, a cosa porterebbero le istanze ultra-progressiste del nuovo Pd? Chi lavora e produce, due domande se le fa.

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